Egitto. Israele autorizza dispiegamento truppe egiziane nel Sinai
31 Gennaio 2011
di Redazione
Israele ha accolto una richiesta egiziana che prevede il dispiegamento di centinaia di truppe egiziane nel Sinai per stabilizzare la situazione nella regione. Lo riferisce la radio militare israeliana, mentre in Egitto proseguono le proteste contro il presidente Hosni Mubarak.
Secondo indiscrezioni, nel Sinai l’Egitto invierà due battaglioni dell’Esercito, circa 800 soldati, che dovrebbero essere basati nella zona di Sharm el-Sheikh, a 200 chilometri dal confine con Israele. Si tratta di una deroga agli accordi di pace del 1979 che prevedono la smilitarizzazione del Sinai.
Intanto i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, riuniti a Bruxelles, richiedono "elezioni libere e giuste" in Egitto, esortando le autorità del Paese ad "avviare una transizione ordinata attraverso un governo ampiamente rappresentativo che conduca ad un sincero processo di riforma democratica sostanzia le, con il pieno rispetto dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali".
Nel testo delle conclusioni del Consiglio affari esteri, i capi delle diplomazie dei 27 invitano tra l’altro le autorità "a cercare un modo pacifico e costruttivo di procedere, basato su un dialogo serio ed aperto con tutte le forze politiche pronte a rispettare le norme democratiche e con la società civile".
I ministri riuniti a Bruxelles ribadiscono poi l’invito a "rispettare e proteggere i diritti umani, inclusa la libertà di assemblea e la libertà di espressione e a prendere misure appropriate per garantire la sicurezza di tutti i cittadini e delle loro proprietà ed a proteggere il patrimonio culturale», con «la fine immediata dei saccheggi". Quindi, il Consiglio, dopo aver espresso il proprio "profondo rammarico per le considerevoli perdite di vite umane", esorta tutte le parti "a dare prova di moderazione e ad evitare ulteriori violenze" e chiede "di rilasciare immediatamente tutti i dimostranti pacifici che sono stati arrestati".
Infine, riconosciute "le legittime aspirazioni democratiche" del popolo egiziano, i ministri ribadiscono il loro «sostegno ad un Egitto democratico, stabile e pluralista come un partner fondamentale dell’Ue, attenti al suo importante ruolo regionale" per raggiungere l’obiettivo di "costruire la stabilità, la pace e la prosperità nel Mediterraneo e in Medio Oriente".
