Egitto. Strage cristiani: accuse a parlamentare

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Egitto. Strage cristiani: accuse a parlamentare

15 Gennaio 2010

Acquista una connotazione politica l’uccisione dei cristiani la notte del Natale copto a Ganaa Hamadi. Oggi il quotidiano filo governativo Al Ahram pubblica alcune foto di un deputato del National Democratic Party, il partito di governo, in compagnia del principale accusato della strage.

Il Daily News Egipt, inserto locale dell’International Herald Tribune, riferisce, da parte sua, che un’organizzazione per i diritti umani ha presentato un esposto contro lo stesso parlamentare, Abdel Riheem El Ghoul, accusandolo di aver incitato alle tensioni interconfessionali che avrebbero portato alla strage. A presentare l’accusa, riferisce il Daily News Egypt, è il presidente di Al Kalima Human Rights Center, Mahmoud Nakhla, che in un esposto al Procuratore generale sosterrebbe che El Ghoul è responsabile della morte dei cristiani (ufficialmente sei, oltre ad un poliziotto musulmano), la notte del 6 gennaio. El Ghoul, secondo l’attivista per i diritti umani, avrebbe facilitato il rilascio di Mohamed El Kamuni, in carcere per un altro reato, undici giorni prima della strage. Sempre secondo Nakhla, il deputato avrebbe avuto contatti con il pregiudicato nel periodo elettorale, e questo accrediterebbe un legame tra lui e la sparatoria di cui l’uomo è accusato, anche alla luce del fatto che le indagini non avrebbero portato ad individuare un motivo logico per l’azione attribuita ai tre indagati.

Interpellato dallo stesso giornale, El Ghoul ha da parte sua smentito di aver avuto un ruolo nella scarcerazione di Al Kamuni e di avere alcuna relazione con lui. «Rappresento il collegio elettorale da 40 anni – ha aggiunto – e metto un grande impegno nel prevenire ogni violenza settaria, oltre a non fare alcuna distinzione tra copti e musulmani». «C’è una campagna di aggressione contro di me in vista delle prossime elezioni», ha detto ancora El Ghoul, che ha già fatto visita alle famiglie delle vittime. Anche su Al Ahram il deputato ha smentito rapporti con il pregiudicato, definendolo un «hooligan» e un «ubriacone».