22 Gennaio 2020


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Elezioni in Emilia Romagna, votare centrodestra contro la “piattaforma Cirinnà”

Elezioni in Emilia Romagna, votare centrodestra contro la “piattaforma Cirinnà”

“In questa campagna elettorale c’è anche un tema di civiltà: chi crede in alcuni principi e in una tradizione, e chi crede invece che ogni desiderio sia pari a un diritto acquisito  – ha esordito il senatore Gaetano Quagliariello – . E ancora: “In Italia e in Emilia-Romagna abbiamo avuto esempi concreti di che cosa significhi trasformare ogni desiderio in diritto: alla fine pagano sempre i più deboli, o le famiglie fragili o i bambini”. Siamo a Modena, nel bel mezzo dei fuochi finali di questa campagna elettorale per le regionali dell’Emilia-Romagna. E il senatore Gaetano Quagliariello non è disposto a cedere un centimetro sui valori non negoziabili. Nell’Italia contemporanea – è un fatto noto – se ne parla poco. La bioetica non interessa le luci dei riflettori. Il cardinal Camillo Ruini, che interpreta sempre bene l’andazzo, ha domandato alla Chiesa cattolica di fare uno sforzo in più, aprendo al dialogo con la Lega di Matteo Salvini. Una comunione d’intenti che, in modo del tutto coerente, si è registrata nel fronte conservatore e liberale. Il Popolo della Famiglia – Cambiamo si presenta infatti con una sua lista a sostegno della candidata presidente Lucia Borgonzoni. E la coalizione di centrodestra ha deciso di non rinunciare alla questione valoriale.

Il parlamentare, che era accompagnato da Eugenia Roccella e da Carlo Giovanardi, ha posto un accento soprattutto sulla necessità di porre un freno alla “maternità surrogata” e all'”utero in affitto”. L’Emilia Romagna è una delle terre in cui la “piattaforma Cirinnà” può attecchire. Il Partito Demcoratico, sulla svolta bioetica, non sembra distanziarsi troppo dalle velleità di Emmanuel Macron. Il consiglio dei ministri transalpino si appresta ad approvare un provvedimento discusso – una riforma delle leggi che regolano la bioetica, appunto – , che i cattolici francesi hanno deciso di contestare su pubblica piazza. Parigi, di questi tempi, è una polveriera di identitarismo. E nelle terre italiche – quelle interessate dal bailamme elettorale delle regionali – lo scontro può raggiungere gli stessi toni. La cassa di risonanza del malessere? Ci permettiamo di suggerire le urne quali luogo di libero sfogo. Il senatore Gaetano Quagliariello ha un quadro chiaro in testa: “Nella Regione di Bibbiano e Finale Emilia bisogna uscire dalla ipocrisia di un partito che non prende una posizione chiara sul tema di chi immagina sia possibile programmare un neonato attraverso l’utero in affitto – ha detto -. Trasformare la volontà di soddisfare un desiderio in un diritto significa aprire le porte a storture pericolose. Su questo tema ci aspettiamo risposte chiare dal candidato Pd Bonaccini”. Il Partito Democratico, per ora, nicchia senza prendere una posizione nitida. Difficile aspettarsi qualcosa di più a ridosso dell’apertura dei seggi, ma tant’è.

Tornando sul piano nazionale, i tre esponenti del centrodestra hanno spiegato che “la legge sulle unioni civili ha sulla carta escluso la cosiddetta ‘stepchild adoption’ cioè la possibilità di adozione da parte di coppie gay, che le unioni civili sono state definite all’articolo 1 della legge formazioni sociali e non famiglie, che ricorrere al cosiddetto utero in affitto è un delitto penalmente perseguibile. Perché allora il bolognese responsabile nazionale dei diritti civili del Pd Sergio Lo Giudice, che con il compagno sposato negli Usa, ricorrendo all’utero in affitto, si è procurato a pagamento prima un bambino e poi una bambina tramite questa aberrante pratica, si è vantato di averne ottenuto in luglio l’adozione, decisa dal presidente del tribunale dei Minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro?”. Secondo i tre esponenti di Cambiamo “è stata così violata la nostra Costituzione, le leggi in vigore e la recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione. Con questa decisione, sfidando il fronte delle femministe e la sinistra europea che condannano questa abominevole pratica, si è sdoganato l’utero in affitto perché si rende possibile per chi è ricco di poter ordinare all’estero figli perfetti programmandoli così orfani di madre e privandoli del diritto di avere un padre e una madre. Che ne dice Bonaccini?”.

Anche in questo caso è lecito attendersi una risposta densa di silenzi. Ma le domande da porre non sono finite. Gaetano Quagliariello decide così d’incalzare ancora sulla “maternità surrogata”: “Si tratta di un pratica abominevole . ha tuonato – , condannata da tutta la sinistra europea, ma in Italia non è così. Nel Pd si è aperta discussione ma alcuni suoi rappresentanti emiliano-romagnoli, della direzione nazionale del partito, sono fautori di questa pratica. Non stupiamoci se poi alla fine, di questo passo, avremo tante Bibbiano in Emilia-Romagna e in Italia”. Consegnare l’Emilia Romagna al Partito Democratico per l’ennesima svolta significa spianare la strada alla realizzazione di progetti relativistici. Il centrodestra tutto è chiamato a fare ogni singolo sforzo affinché il futuro degli esseri umani sia migliore rispetto a quello immaginato dai progressisti.