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Elezioni presidenziali francesi, primo confronto tv: Macron convince, Le Pen non sfonda

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“Tutti contro Macron”. È stato questo il leitmotiv del primo confronto tv tra i candidati alle elezioni presidenziali francesi del prossimo 23 aprile. E, per certi versi, non poteva essere altrimenti. L’ex ministro dell’Economia è l’avversario da battere, dato che gli ultimi sondaggi lo danno costantemente in ascesa e, al momento, in testa. Tuttavia, Macron se l’è cavata bene risultando il più convincente, nonostante questo sia stato il primo confronto tv della sua carriera politica. 

E non a caso, il candidato di En Marche! ha rimarcato spesso di essere la “novità della politica francese”, carta automaticamente vincente di fronte agli attacchi degli altri candidati di lungo corso. L’ex ministro dell’Economia, infatti, consapevole della sua posizione, ha dovuto giocare la sua partita sulla difensiva, riuscendo a schivare quasi tutti i colpi. 

Come quelli di Marine Le Pen che, costretta ad inseguire, non poteva fare altro che attaccare il suo diretto avversario. "Non voglio essere vice Cancelliera della Merkel" ha esordito lei, con una battuta sulla recente visita di Macron a Berlino. "Se non sbaglio, monsieur Macron, è favorevole al burkini?" ha attaccato la presidente del Front National dopo un'inizio un po' ingessato. "Non mi faccia dire cose che non ho mai detto, non ho bisogno di un ventriloquo" risponde l'ex ministro che poi aggiunge: "Il burkini è un problema di ordine pubblico, non di religione. Smetta di voler dividere i francesi".

Anche Hamon ha sfoderato i suoi artigli nei confronti di Macron cercando di coglierlo in castagna sul tema del finanziamento del movimento En Marche, alludendo alle lobby che sarebbero dietro al giovane candidato centrista. "Garantisco che sarò un Presidente indipendente senza conflitti di interesse" risponde Macron, incalzato dal socialista che chiede di divulgare i nomi dei suoi grandi finanziatori. Anche la Le Pen si è accodata all’attacco insinuando di nuovo sul passato da banchiere del rivale. "Se lei ha qualcosa di concreto da rimproverarmi si rivolga alla giustizia" ha risposto Macron.

Ma anche Marine Le Pen è stata oggetto di attacchi incrociati da parte degli altri candidati. Sul tema dell’immigrazione la leader del Front National è stata chiara: “Voglio fermare l’immigrazione legale e illegale”. Passaggio che ha inevitabilmente catalizzato le critiche degli avversari. Macron, Hamon e Mélenchon quasi sulla stessa linea, hanno ribadito l'inutilità della chiusura totale delle frontiere e l'esagerazione dei dati sulla presunta "invasione" di rifiugiati. "Su 100 persone che fuggono dalle guerre solo 4 vengono in Europa" precisa Macron. Mélenchon sottolinea che bisogna combattere alla radici le cause delle migrazioni, un "esilio forzato" provocato da guerre militari e commerciali. 

Ma se la Le Pen si è trovata a suo agio sul tema immigrazione, è sembrata invece più impacciata sui temi economici, messa alle strette da Fillon e Macron. E questo le ha fatto perdere alcuni punti in seno al dibattito. 

Già, Fillon. Il candidato del centrodestra è sembrato un po’ in ombra rispetto al solito, indebolito dallo scandalo Penelopegate e dai falchi interni ai Republicains. Ecco perché ha scelto uno stile sobrio e pacato, intervenendo solo dove si sentiva più forte e rimanendo in silenzio laddove poteva essere attaccato. La sua strategia è stata chiara: evitare di perdere ulteriormente terreno. 

Insomma, lo scenario politico che il dibattito elettorale ha tratteggiato, consegna un Macron sempre più in palla e lanciato verso la vittoria finale. E a confermare le impressioni degli opinionisti, è il sondaggio effettuato da  BFM TV dopo le quasi tre ore di confronto televisivo che certifica il suo successo di Macronal dibattito presidenziale. Circa il 29% dei telespettatori ha detto che il candidato centrista è stato quello più convincente, seguito dal rappresentate dell’estrema sinistra, Jean-Luc Mélenchon (20%) e dalla coppia Fillon-Le Pen, entrambi sul gradino più basso del podio con il 19%. Ultimo posto per il socialista Hamon, con l’11% delle preferenze.

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