Elezioni: ultimo giorno di sondaggi, decideranno gli indecisi
28 Marzo 2008
di Redazione
Oggi è l’ultimo giorno utile per pubblicare i sondaggi, da stasera a mezzanotte infatti scatta il divieto previsto per legge fino al giorno delle elezioni.
Tutti i principali quotidiani mostrano la fotografia del consenso finora raccolto dalle forze politiche. Nessuna sostanziale novità, il distacco tra Pdl e Pd resta all’incirca di 6 punti ma la parola ora è in mano agli indecisi che sono ancora quasi un terzo degli elettori.
Il quotidiano romano La Repubblica mostra oggi i dati dell’Atlante politico di Demos&Pi effettuato il 25 e 26 marzo secondo il quale il Pd è al 39,1%, il Pdl al 45,7, Sinistra Arcobaleno al 6%, Udc e Rosa Bianca al 5,8%. Tra i due principali candidati premier, Walter Veltroni e Silvio Berlusconi il consenso è esattamente identico: 37,9% per il leader del Pd, 37,9% per il Cavaliere. L’Atlante politico rileva però anche che “la percentuale degli astensionisti è soprattuto nel centrosinistra, fra chi aveva votato Ulivo”.
Il Sole24Ore ne propone uno realizzato da Ipsos tra il 21 e il 25 marzo che analizza proprio gli umori degli indecisi: il totale è 29,6%, di cui il 10 probabilmente si recherà a votare. Il 48% di questi ha più fiducia nel Pd che nel Pdl, (23%), ma anche secondo questo studio al momento chi non ha ancora scelto il suo candidato premier è soprattutto nell’elettorato di centrosinistra. “Per avere la certezza di vincere – spiega Roberto D’Alimonte – Veltroni dovrebbe conquistare poco più del 60% degli indecisi-votanti. In questo modo potrebbe annullerebbe lo svantaggio rispetto a Berlusconi”.
Il Corriere della sera pubblica i risultati del sondaggio effettuato dall’istituto Ispo di Renato Mannheimer il 21 e 22 marzo scorso, che si concentra sul Senato dove in cinque regioni la distanza tra Pd e Pdl è di soli 2 punti, per cui diventa decisivo il risultato di Udc e Sinistra Arcobaleno per capire quanti seggi conquisteranno i due maggiori partiti. Il centrodestra prevale in 9 regioni. Come prevedibile Lombardia, Veneto, Sicilia andranno al Pdl. In Emilia, Toscana e Umbria vincerà il Pd, quelle incerte sono Liguria, Sardegna, Abruzzo, Calabria e Lazio dove la differerenza è tra l’1 e il 2%. Poi c’è l’incognita delle regioni in cui i centristi e la sinistra raggiungeranno lo sbarramento dell’8% sottraendo così seggi al Pd o al Pdl. “Tutto dipenderà – spiega Manneheimer – da quella minoranza, del 10%, che deciderà all’ultimo minuto”.
Infine La Stampa pubblica un riassunto dei risultati dei sondaggi svolti dai principali istituti di ricerca negli ultimi due mesi: per Swg la distanza tra Pdl e Pd è di 5 punti, per Ipsos di 6,5; per CrespiRicerche di 7,5; per Demoskopea 8,5% e per Dinamiche di 7,3.
fonte: APCOM
