Elisabetta Franchi, la festa della mamma e il nuovo welfare aziendale

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Elisabetta Franchi, la festa della mamma e il nuovo welfare aziendale

Elisabetta Franchi, la festa della mamma e il nuovo welfare aziendale

08 Maggio 2022

Fa un passo di lato la imprenditrice della moda Elisabetta Franchi, che assume donne quarantenni perché hanno già fatto figli, quindi sono più produttive, come ha detto durante un evento del Foglio. Apriti cielo. Attaccata da tutte le parti.

Qualcuno, una volta tanto, racconta le cose come stanno, cioè che il mercato del lavoro, quello vero, non quello sussidiato, impone scelte spesso radicali? Massacriamo il provocatore come se fosse l’ultimo squalo di Wall Street. Così oggi, che è la Festa della mamma, e siamo tutti più buoni, Franchi precisa che no, non voleva essere fraintesa, ha detto quello che ha detto ma ci mancherebbe altro, la sua azienda rispetta le quote rosa, quote rosa dipendenti e quote rosa manager.

Lei, spiega, ce l’aveva con lo Stato, con le nostre istituzioni che non danno opportunità alle giovani donne costrette a scegliere tra essere madri, operaie o manager. Insomma, bucati i social con la provocazione di ieri l’altro, la Franchi torna nei ranghi, e anche di nuovo nei titoli con la precisazione. Dal punto di vista della comunicazione veramente complimenti.

Prendersela con lo Stato italiano però ormai è come sparare sulla Croce Rossa. Da una imprenditrice brava e politicamente scorretta ci aspetteremo un nuovo passo in avanti. Celebrata la festa della mamma, cara Franchi, discutiamo seriamente delle proposte concrete per migliorare la condizione femminile e delle lavoratrici più giovani. Le aziende non possono più restare appese al pubblico.

Le aziende italiane private sono penalizzate dalla inefficienza del settore pubblico, asili nido, materne, scuola primaria, servizi sanitari. Pubblico e privato debbono integrarsi, cercare risorse sul mercato, dare vita a un nuovo e più moderno sistema di welfare aziendale. Il lavoro non è più solo salario. Può essere prestazioni sanitarie, servizi sociali alle famiglie, istruzione. Bisogna investire sui sistemi misti e sul modello assicurativo integrativo.

Il welfare aziendale in Italia va potenziato tantissimo, per renderlo competitivo, attivo e con servizi sempre aperti, cara Franchi, ma per farlo le aziende debbono immaginare una nuova organizzazione del lavoro. Il loro compito, la loro missione, è innovare, trasformare le comunità. Franchi lasci perdere il pubblico, lo statalismo che non funziona. Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare.