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Il blog del direttore

Elsa, la conservatrice perfetta

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Altro che Briatore, altro che le amazzoni, altro che la Santanchè o le giovani promesse che non arrivano, il centro destra ha sotto gli occhi il suo leader naturale e come tutte le cose troppo in vista non lo vede. Elsa Fornero, ministo del Lavoro del governo Monti, ce la mette tutta, ogni giorno, cantando e portando la croce, per segnalare nei fatti il suo profilo, ma evidentemente i cacciatori di teste del Cav. guardano altrove.

Questa tosta signora piemontese, figlia di operai, che si è costruita da sola uno splendido curriculum accademico, ha tutto lo slancio, il coraggio e la resistenza fisica che servono a rimettere insieme un mondo moderato fiacco e deluso. Altro che il "partito dei carini" o quello dei "cervelloni": qui abbiano a disposizione spalle larghe per un lavoro di lunga lena, anche sporco se del caso, che nessuno altro uomo della provvidenza in vista sembra capace di fare.

Dove lo trovano i conservatori italiani una che spacca un tabù sinistrese dietro l'altro come ha fatto Elsa Fornero? Il lavoro un diritto? Non scherziamo, bisogna sudarselo a forza di sacrifici. I giovani? Si mettano a studiare matematica, lascino mamma e papà e comincino a trovarsi un lavoro, anche il primo che capita per cominciare. (Andate a vedere nelle ricerche di Cgia Mestre, Unioncamere, Confartigianato per scoprire quanto "choosy" siano i "nostri ragazzi").

Dove lo trovano uno che va in fabbrica a prendere i fischi degli operai o nelle scuole occupate dagli studenti e alla fine viene pure ascoltato e rispettato; uno che prende a schiaffi gli alti funzionari pubblici quando sbagliano, quelli eterni e inamovibili, buoni per tutte le stagioni. E in più questo 'uno' è una donna, perfetta palingenesi per un collettivo politico che sul "corpo delle donne" ha pagato quello che c'era da pagare. Sarà semmai compito delle donne di "Se non ora quando" difenderla dalle offese di un Vauro che la ritrae come squillo in calze a rete. Se se ne accorgono e se ne hanno il fegato.

Alla Fornero poi non potrebbe altro che giovare muoversi finalmente su un terreno politico certo e legittimato. Certe sue esitazioni, certe obbligate marce indietro, qualche pentimento di troppo non sarebbero più necessari. Da leader politico potrebbe esprimere appieno il suo potenziale dissacratore senza dover versare neppure una lacrima. Ci vuole una non politica come lei per ridare il primato alla politica che i politici si sono lasciati sfuggire. Ci vuole una come lei per sfidare senza soggezioni i professionisti dell'anti-casta e per zittire con un'alzata di sopracciglio chiunque parli a nome della "società civile".

Se il Cav. ha ancora un po' di charme residuo, inviti a cena la Fornero invece di perdere tempo con la Brambilla.

Tratto da Huffington Post

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9 COMMENTS

  1. elsa
    effettivamente non le si può dare torto visto quanto c’è attorno. spero comunque che, nel caso sia invitata da Berlusconi, non ci vada, ma lo inviti lei ad andare a casa sua; sarebbe un bella nuova Canossa…e poi vedrà che fila ci sarà per salire al Castello…altro che Re Magi!

  2. Se vuole fare un partito di nicchia, faccia pure.
    Se berlusca vuole fare un partito di nicchia per i “puri” dell’ideologia “lavorate,sfaticati!” condita di luoghi comuni da bar sport, faccia pure. Come esistono i Comunisti falce-martello, i testimoni di geova etc.. ogni nicchia ha il diritto di esprimersi.
    Ma se vuole guidare l’italia deve tenere conto di gestire un sistema complesso quindi:

    Mediare: le decisioni dall’alto se non condivise, nella migliore delle ipotesi sono inutile, oppure sono violente (dittature) o generano reazioni contrarie (dittature in declino) o deprimono e fanno dire “in che razza di paese siamo capitati!”

    Valorizzare: condividere le potenzialità, dare opportunità invece di bacchettare

    Rispettare i patti: la riforma delle pensioni è un esempio di come lo stato non rispetti i patti con i cittadini e quindi perda la sua credibilità.

  3. Di certo con quello che c’è
    Di certo con quello che c’è in giro nel centrodestra attualmente si ha l’impressione se non l’amara consapevolezza che alla disfatta di aprile 2013 (quasi certa) farà seguito un periodo di grande buio proprio in questo centrodestra, con in mano la maggioranza del paese, ma che non propone alcunché per farla contare nelle urne. Proprio non ci si capisce niente. La Fornero? Osteggiata senza riserve agli inizi, complice anche quella lacrimuccia di grande sapore mediatico. sta dimostrando una capatosta non immaginabile. Testa dura e pensieri fluidi, ecco la Fornero di fine anno. Il cavaliere gli vada subito a suonare il campanello? Potrebbe anche farlo; le ragioni sono del resto ben analizzate nel testo dell’articolo.

  4. Se un sorriso porta più voti di un cervello.
    Capacità o meno, è l’appeal che si ha sulla gente l’unico elemento che conta davvero in politica (e questo lo dico senza polemica, eh, è solo un dato di fatto); ed Elsa Fornero è in questo momento – forse – la donna più odiata d’Italia. Possibile che la classe politica non capisca che i “tecnici” sono lì per fare il lavoro sporco e beccarsi gli strali dei cittadini inferociti? Caricarli a destra o a sinistra non porta alcun vantaggio…

  5. ma insomma quale morte ci tocca !
    E’ anche vero che un sorriso porta più voti di un cervello ma lo è altrettanto il fatto che con il sorriso si può anche vincere ma in quanto a saper governare ce ne corre. Prendiamo quel giulivo e simpatico ragazzo del Pizzarotti che, per un verso o per un altro, ha vinto a Parma. I suoi sorrisi erano contagiosi ma il seguito sotto i nostri occhi è alquanto deludente; e ciò non toglie comunque che una parte di vero vada senz’altro attribuita a Paolo da Benevento. Io d’altronde mi augurerei che almeno l’ipotesi fosse presa in considerazione. A conforto tuttavia sappiamo che mancano cinque mesi al voto del 2013 e cinque mesi, in politica, sono un tempo alquanto lungo. Vedremo.

  6. Una candidatura della
    Una candidatura della Fornero sarebbe l’unica ragione per votare ancora il PdL o qualsiasi entità che ne prenda l’eredità…..in caso contrario meglio non andare a votare, visto quello che offre lo squallido panorama politico italiano, sarebbe solo un esercizio inutile.

  7. Prossecchino
    Quasi totalmente d`accordo con l`intuito del direttore. Ho paura pero’ che la somma algebrica del pro’ e del contro faccia poi pendere la bilancia dal lato del contro ed i voti diminuirebbero. A meno che non succeda il seguente: Dopo un ennesimo richiamo, da parte del capo di questo governo, a ritrattare quanto giustamente va dicendo, lei non faccia come al solito ma non ritratti, confermi la sua tesi e si dimetta. L`antipatia accumulatasi, giustamente, nel periodo d`asservimento a questo governo illegale, si trasformerebbe di colpo in ammirazione per la Elsa. A questo punto, una volta giunta a casa dopo aver lasciato l`incarico, prenda in mano il cellulare chiami Berlusconi e le dica; “Io sono la persona che ti manca, vieni a prender un Prosecchino da me che ne parliamo”

  8. @giancarlo tortoli
    Converà con me, tuttavia, che prima di poter governare è necessario vincere le elezioni. Avere capacità di governo non implica l’essere in grado di raccogliere voti (ciò è valido anche per il viceversa).

  9. Elsa? Sinora solo esternazioni
    Mmmh … Fornero è la madre della farlocchissima riforma del lavoro, rimediata in qualche fine settimana torinese con l’aiuto di un manipolo di assistenti universitari ed i cui effetti perversi vengono spesso evidenziati nelle pagine di questo stesso quotidiano. Quella medesima riforma che è riuscita ad incrinare la tregua stipulata dal formidabile Sacconi con la parte (più o meno) sana del mondo sindacale. Mi pare che, sinora, milady si sia mossa parecchio alla garibaldina, concludendo nulla ed esternando moltissimo, senza farsi mancare puntatine demagogiche squallidotte: ne è un esempio il recente annuncio di voler scendere in piazza assieme a chi (CGIL in testa) critica la sua stessa riforma. Elsa era stata cooptata per tacere e lavorare. Ha concluso pochino, ma gli interventi non richiesti non si contano più. Da quest’ultimo punto di vista, mi ricorda qualcuno: che stia puntando al Quirinale?

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