Eman Al Obeidi: rapita e stuprata dagli uomini di Gheddafi

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Eman Al Obeidi: rapita e stuprata dagli uomini di Gheddafi

07 Aprile 2011

Eman Al Obeidi. Questo nome, molto probabilmente, alla gran parte dei lettori non dirà nulla. Ci sono storie e vite che rimangono in sordina, anche se meriterebbero di essere conosciute. Eman Al Obeidi è un’avvocatessa di 29 anni e vive a Tobruk, in Libia.

Fin dall’inizio della sua carriera, questa ragazza determinata e combattiva ha scelto di battersi per i diritti umani pur sapendo che, in un Paese come il suo, la strada sarebbe stata tutta in salita. Eman, come la maggior parte dei suoi connazionali, desidera quello che vogliono tutti: giustizia, libertà e democrazia e lo fa prendendo parte attiva alla resistenza.

Lo scorso 26 marzo, Eman ha raggiunto a Tripoli l’hotel Rixos, dove sono ospitati la maggior parte dei giornalisti internazionali e lì, in lacrime, ha raccontato la sua storia. Le sue rivelazioni mettono i brividi. Eman riferisce di essere stata rapita da 15 miliziani di Gheddafi e poi stuprata per due lunghi giorni.

La sua colpa? Quella di essersi ribellata alla dittatura e di desiderare una Libia moderna, libera e unita. La donna ha fatto appena in tempo a finire il suo racconto, quando è stata portata via di forza dagli agenti del servizio di sicurezza, nonostante il tentativo dei giornalisti di trattenerla. Ad oggi, non si sa dove questa donna sia stata condotta e che cosa le sia accaduto.

Un giornalista del Financial Times che era riuscito ad avvicinarsi a lei e a riprenderla con la telecamera, è stato immediatamente espulso dal Paese. La polizia libica, dopo l’insistenza dei media, ha dichiarato che la donna è attualmente detenuta, ma non ha specificato dove, aggiungendo soltanto che Eman Al Obeidi sia una “pazza bugiarda”.

Su Facebook intanto è nato un gruppo di sostegno per Eman, affinché il mondo conosca la sua storia e si mobiliti per la sua liberazione.