Virus e società

Emergenza Coronavirus, ecco come fronteggiare la paura di non farcela

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Gli italiani si scoprono estremamente vulnerabili come mai era successo prima d’ora. E’ quanto accade a causa del Coronavirus o Covid-19, secondo il nome che la scienza attribuisce a questa emergenza planetaria. Da diversi giorni, anche il nostro Paese ha conosciuto casi diffusi di contagio ed ha purtroppo registrato i primi decessi nelle regioni del Nord, quelle maggiormente sotto osservazione rispetto ad altre aree dello Stivale. Mentre i medici e il personale sanitario cercano di contenere gli eccessivi allarmismi e di far rientrare tutto in una situazione gestibile, la popolazione non si sente pienamente al sicuro e si mostra fragile. Eppure, fino a poco tempo fa, ossia prima che il Coronavirus mostrasse il suo volto reale, la maggior parte degli italiani si percepiva forte e inattaccabile, desiderosa di rivendicare la propria eternità di fronte agli anni che inevitabilmente passano.

A conferma di ciò, basti dare uno sguardo ai dati che riguardano il consumo di integratori e pillole dimagranti, per non parlare poi dei prodotti miracolosi venduti nelle palestre su consiglio di personale scarsamente qualificato. Prendendo in considerazione l’anno che si è concluso ossia il 2019, il mercato degli integratori ha registrato una crescita del 4,5%, sostenuta da un incremento dei consumi del 2,5% mentre 256 milioni sono state le confezioni vendute per un valore di mercato che sfiora i 3,5 miliardi di euro. Insomma, un bel giro d’affari che rispecchia la smania degli italiani di mantenersi giovani e perennemente in forma.

Inoltre, aumenta anche il numero di chi, in giovanissima età, si reca dal medico estetico o dal chirurgo plastico per modificare aspetti della propria fisionomia. Tutto normale? Pare proprio di no, visto che ora, in piena emergenza Coronavirus, gli italiani si scontrano con la paura di non farcela a superare tutto ciò; in altre parole temono di morire. Non è un caso infatti che gli esperti stiano ultimamente parlando di tanatofobia, vocabolo derivante dalla lingua greca che significa giustappunto paura di morire. Secondo i medici, nei soggetti tanatofobici tutto ciò che ha a che fare anche lontanamente con la morte genera angoscia. E l’angoscia a sua volta produce terrore, panico, instabilità emotiva: un bel circolo vizioso. Come uscirne? Innanzitutto restando centrati nel qui ed ora, ossia nel presente, mettendo a tacere la continua volontà di proiettarsi nel futuro. Un altro rimedio potrebbe essere quello che, prendendo in prestito il pensiero di don Tonino Bello, vede la morte non come una porta di uscita, ma come un portone d’ingresso. Insomma, a prescindere dal Coronavirus, bisognerebbe coltivare il pensiero positivo, che non significa mostrarsi gioiosi a tutti i costi: vuol dire piuttosto valorizzare l’attimo in cui si è immersi, allontanando le paure del futuro che, essendo in potenza, non hanno ancora modo di manifestarsi.

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