Home News Emergenza Coronavirus, se chiudono le scuole si blocca il Paese. La lettera di Squillace

Il virus

Emergenza Coronavirus, se chiudono le scuole si blocca il Paese. La lettera di Squillace

0
30

Come si saprà, tra le varie misure che sono state adottate per far fronte alla diffusione del Coronavirus, c’è anche la chiusura delle scuole in alcuni centri del nostro Paese, soprattutto nel Nord Italia. Tra queste città anche Milano, che in queste ore sembra un luogo spettrale, disabitato, quasi deserto, nonostante si cerchi di tornare pian piano alla normalità. Di qui, la decisione del preside del liceo scientifico statale Volta Domenico Squillace di scrivere una lettera agli studenti del capoluogo meneghino. Ecco qualche frammento: “ Cari ragazzi, la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi e i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali”. E aggiunge: “Quello che voglio dirvi è di mantenere il sangue freddo, approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo se state bene di restare chiusi in casa”. Infine: “Noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che abbiamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo, la peste avrà vinto davvero”. Certo, va detto che non basteranno poche righe per rassicurare famiglie e studenti. Ma ciò che il preside Squillace ha deciso di fare, dando spazio ai suoi pensieri, non è di fatto una banalità, anzi.

E’ qualcosa che risuona nella città di Milano (e non solo) come un monito, come un avvertimento di cui bisogna assolutamente tener conto. Infatti, da settimane ormai si parla delle ripercussioni che il Coronavirus avrà sulla nostra già precaria e fragile economia, oltre che su quella globale. Tuttavia, sono state poste in secondo piano le ripercussioni – inevitabilmente negative – che il diffondersi del Covid-19 ha prodotto sul tessuto sociale e civile nella sua totalità, come giustamente evidenziato nella lettera qui menzionata. Quello del sapere è uno dei settori centrali di una società: se si fermano le scuole, se si bloccano le lezioni e gli studenti sono costretti a restarsene a casa, come potrà progredire un Paese? Quali speranze ci sono per chi spera in un futuro migliore e certamente più florido? Certo, va detto che il provvedimento di chiusura delle attività scolastiche è senza dubbio temporaneo. Ma una misura, seppur temporanea, è pur sempre una misura che, dal momento in cui viene adottata, produce degli effetti, siano essi negativi o positivi. Ha dunque ragione il preside Squillace nel riporre fiducia nella medicina moderna e nei progressi della ricerca scientifica, poiché senza questi presupposti non si va da nessuna parte.

Se gli studenti del Volta seguiranno alcuni dei consigli contenuti nella lettera a loro destinata, il Paese tutto potrà trarne dei benefici in termini di qualità della vita e crescita civile. Se, per contro, si lascerà ulteriore spazio d’azione al Coronavirus, la nostra società subirà forti battute d’arresto. E non solo in termini economici, ma soprattutto in termini di voglia di farcela, di gettarsi alle spalle un’emergenza vastissima. Insomma, le parole di Squillace siano un faro per tutti noi, non solo per gli studenti del liceo Volta.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here