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Energia, nuova crisi Russia-Bielorussia

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L'Unione europea ha convocato per la prossima settimana una riunione del Gruppo di coordinamento sul gas, per far fronte alla nuova crisi legata alle forniture russe e scatenata dalla decisione di Mosca di tagliare il 45% del metano che fornisce a Minsk, a causa di un debito non onorato da 333 milioni di euro.

In una nota di Bruxelles si legge che “La Commissione ritiene che una fornitura di gas sicura e senza turbative sia di importanza chiave per l'economia europea le dispute sulle forniture energetiche che coinvolgano i paesi direttamente confinanti con l'Unione comportano quindi una seria preoccupazione”.

Quindi la Commissione chiede a Russia e Bielorussia “di trovare un rapido e amichevole accordo- auspica l'esecutivo Ue- di rispettare gli obblighi contrattuali, di reagire in maniera proporzionata ai disaccordi e, in ogni caso, di non disturbare, ne' direttamente ne' indirettamente, le forniture di gas dirette agli stati membri Ue”.

Ieri sera intanto la Commissione aveva attivato Nesco (Network of energy security correspondents), la rete di informatori per la sicurezza energetica, perché sia possibile controllare la situazione tra Russia e Bielorussia e i suoi possibili impatti sul flusso di gas diretto all'Ue. È inoltre in corso uno scambio permanente di informazioni tra la Commissione, gli Stati membri e il segretariato del Consiglio. Costanti anche i contatti con Gazprom e le autorità bielorusse.

Il Gruppo di coordinamento sul gas convocato dalla Commissione, è costituito da due rappresentanti delle proprie autorità competenti per ogni stato membro. La rete degli informatori per la sicurezza energetica Nesco invece è un organismo creato dalla Commissione come un meccanismo di prima allerta per la sicurezza energetica europea ed è formata da rappresentanti della Commissione, del Segretariato del Consiglio e degli stati membri Ue.

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