Eni. Per Antitrust e Autorità per l’Energia deve cedere parte degli stoccaggi

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Eni. Per Antitrust e Autorità per l’Energia deve cedere parte degli stoccaggi

03 Giugno 2009

Per aumentare la concorrenza e la sicurezza nel mercato italiano del gas, Eni dovrebbe cedere una parte degli stoccaggi sul modello adottato per la liberalizzazione nel settore elettrico. È questa la proposta che Antitrust e Autorità per l’Energia formulano al termine della loro indagine conoscitiva sulle attività di stoccaggio del gas in Italia. Nelle conclusioni dell’indagine si legge che "Eni, per le sue prerogative e dato l’attuale contesto regolatorio, riesce a condizionare l’accesso alla capacità di stoccaggio da parte degli altri operatori".

A giudizio delle due Autorità, il settore del gas presenta ancora "rilevanti criticità" e necessita di "un significativo rafforzamento della capacità di stoccaggio, essenziale per rafforzare il grado di sicurezza". Nel documento finale viene sottolineato come "potrebbe rivelarsi opportuna, al fine di accelerare l’ingresso di nuovi operatori, la cessione da parte di Eni a terzi di sottoinsiemi di asset (sul modello delle Genco nel settore elettrico)". Ciò comporterebbe "una lunga serie di ricadute positive", fra le quali "la creazione di una o più imprese di stoccaggio indipendenti, che avrebbero degli incentivi all’investimento2, mentre Eni "potrebbe quindi più credibilmente sostenere che lo sviluppo di nuova capacità, attraverso la conversione dei campi off-shore, è idoneo a promuovere la concorrenza quantomeno nell’offerta dei servizi di stoccaggio, ed aspirare ad essere soggetta ad una regolazione diversa ed innovativa rispetto a quella attualmente applicata per la capacità di stoccaggio in esercizio". Con risvolti positivi anche nel disegno del Governo che mira a fare dell’Italia un ‘hub’ internazionale del gas.

Nel documento finale viene inoltre sottolineato come i potenziamenti sinora effettuati da Eni, che attraverso Stogit (ora confluita in Snam Rete Gas) detiene il 97% degli stoccaggi, sono stati "assolutamente marginali" e non sufficienti, nè a garantire più sicurezza, nè ad assicurare la necessaria flessibilità agli operatori per competere efficacemente nel mercato liberalizzato: "l’attuale carenza di stoccaggio e i ritardi nella competizione sul mercato nazionale del gas favoriscono Eni, in quanto dispone di strumenti di flessibilità alternativi di entità maggiore e costo inferiore rispetto ai propri concorrenti". Antitrust e Autorità dell’Energia parlano di "vero e proprio razionamento dello stoccaggio" a danno delle imprese che vorrebbero vendere gas, in particolare ai clienti industriali. Per rovesciare questa situazione, scrivono i Garanti, servono "interventi per eliminare le barriere e distorsioni allo sviluppo di nuova capacità di stoccaggio e fare evolvere la regolazione del bilanciamento e dell’accesso e utilizzo della capacità di stoccaggio".