Epifani (Cgil) torna all’attacco del Governo
29 Maggio 2008
di Redazione
Ieri la rottura sugli sgravi fiscali e l’abbandono del tavolo con il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Oggi parole durissime su tutto l’operato del governo neo-eletto. Stiamo parlando della Cgil e del discorso tenuto dal suo leader Guglielmo Epifani.
"Il quadro che vediamo avanzare non ci rassicura e lo riscontriamo già dai primi provvedimenti presi, in quelli che si annunciano, in quelli che sono in preparazione".
Il segretario generale della Cgil boccia quindi i primi provvedimenti adottati dal governo e, nella sua relazione alla conferenza organizzativa del sindacato, sottolinea che "non ci rassicurano l’evidenza di contraddizioni e paradossi che si stanno esprimendo: si è federalisti da una parte e statalisti nel prelievo fiscale dall’altra; autonomisti un giorno e nazionalisti l’altro; europeisti sul bilancio (rispettando gli accordi presi a Bruxelles ) e non europei a proposito del reato di immigrazione clandestina, visto con sospetto a differenza degli altri paesi".
Per Epifani occorre, invece, "riprogettare il paese" rendendolo "più avanzato, più moderno, coeso che non ha paura di misurarsi con il rinnovamento ma non crede a chi prova a innovare attraverso la paura, la divisione, la contrapposizione".
