Equitalia, dubbi dei Giovani Confindustria: “Cambia solo nome”

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Equitalia, dubbi dei Giovani Confindustria: “Cambia solo nome”

21 Ottobre 2016

Mentre Renzi continua a ripetere che bisogna superare il modello “vampiresco” di Equitalia, in giro si crede sempre meno alla bufala della chiusura della agenzia di riscossione.

“Più che semplicemente cambiare nome a Equitalia,” ha detto oggi Marco Gay, presidente dei Giovani di Confindustria, “andrebbe resa equa l’Italia nel rapporto contribuente-accertamento-riscossore, che oggi sconta il meccanismo perverso di onere della prova ribaltato”.

“Se non cresciamo nel 2017 rischiamo di sforare ogni limite di deficit o di dover fare, a breve, una manovra correttiva lacrime e sangue”, ha aggiunto Gay. La realtà della “chiusura” di Equitalia, dunque, resta quella per cui continueremo ad avere una agenzia pubblica solo con un nome diverso.

“I trucchi contabili di Renzi vengono schiaffeggiati in Europa. La sua manovra, il cui testo ancora non abbiamo visto, è piena di sforamenti di bilancio e priva di coperture”, attacca il senatore forzista Maurizio Gasparri.

“L’Europa la boccia perché ha capito bene che siamo di fronte alla festa delle promesse a scopo referendario. Il presidente del Consiglio si conferma un autentico truffatore”.

Per Gasparri l’annuncio su Equitalia è “un inganno”. “Il prelievo dalle tasche degli italiani sarà sempre più pesante e pressante. Si prevede un super incasso di quattro miliardi proprio perché si vogliono costringere i contribuenti a pagare rinunciando a controversie e contestazioni”.

“Tra l’altro ci sono difficoltà operative perché da un lato si vorrebbe fondere Equitalia con l’Agenzia delle entrate senza che cambi nulla per il contribuente. Dall’altro si manifestano difficoltà burocratiche che potrebbero indurre a un semplice cambio di nome lasciando la struttura nella sua costosa e massacrante autonomia. Siamo insomma di fronte a un ennesimo tentativo di ingannare gli italiani”.

“Ed è per questo che oggi gli indici di gradimento dimostrano quanto stia crollando la fiducia in Renzi. Il No lo seppellirà”, conclude Gasparri facendo riferimento al referendum.