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Astuti come colombe

Erdogan attacca Israele per compiacere il mondo musulmano

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“Come si può consentire a un simile paese [Israele], che ignora totalmente e non applica le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, di varcare i cancelli delle Nazioni Unite?”. La persona che ha pronunciato queste parole non è il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad o uno dei suoi accoliti mediorientali, ma il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan.

Israele ha sempre avuto dei rapporti diplomatici, commerciali e militari, piuttosto stretti con la Turchia laica fondata da Kemal Ataturk. Ma l’ascesa al potere del "Partito della Giustizia e Sviluppo" (AKP), nel 2002, ha complicato questo rapporto a causa dei contenuti islamisti delle politiche turche. Peraltro, nella storia della Turchia moderna, si tratta del primo partito di questo tipo che è rimasto al potere senza provocare un colpo di stato da parte dell’esercito apertamente laico.

Per la Turchia, sempre in pessimi rapporti con i suoi vicini arabi (la Siria e l’Iraq dominate dai rispettivi partiti Baath), l’alleanza con Israele aveva una sua ragione. Ma il primo ministro Erdogan ha iniziato un processo di riavvicinamento con la Siria e l’Iran che ha sostanzialmente modificato la politica estera del paese. Quando è iniziata l’offensiva israeliana a Gaza, Erdogan ha attaccato Israele durante tutto l’arco dei combattimenti e ha chiesto che fosse bandito dall’ONU. Ha accusato Gerusalemme di usare bombe al fosforo bianco contro i civili di Gaza e l’ha accusato di “azioni inumane” aggiungendo che “Allah, prima o poi, punirà coloro che non rispettano i diritti degli innocenti”.

Un responsabile israeliano ha commentato dicendo che “Erdogan non ha detto una sola parole che attribuisse almeno l’uno per cento di responsabilità del conflitto ad Hamas. Ha sposato interamente le tesi di Hamas”. Ai commenti di Erdogan sono seguite una serie di dimostrazioni pubbliche in tutta la Turchia che hanno presto assunto toni fortemente anti-semiti. Nel corso di una dimostrazione nella città industriale di Eskisehir, si potevano leggere cartelli del tipo “Ingresso consentito ai cani ma non agli ebrei e agli armeni”.

Erdogan, da parte sua, non ha fatto niente per dissimulare questi sentimenti anti-semiti. In un suo intervento al parlamento, ha accusato gli ebrei di controllare i mezzi di informazione e di colpire intenzionalmente i civili. “I mezzi di comunicazione, appoggiati dagli ebrei, stanno diffondendo false notizie su quello che sta succedendo a Gaza, trovando sciocche scuse per giustificare il bombardamento di scuole, moschee ed ospedali”, ha sostenuto il premier.

Le parole del primo ministro hanno allarmato la comunità ebraica turca, composta da circa 26.000 persone che in questo momento sta vivendo “il peggior momento a memoria di uomo” come ha detto un membro della comunità. Il presidente delle repubblica Gul e il ministro degli esteri Babacan hanno cercato di stemperare le tensioni con dichiarazioni pubbliche volte a rassicurare la comunità ebraica che i diritti civili degli ebrei turchi non verranno toccati. Babacan ha anche affermato che sia Israele che la Turchia intendevano mantenere i loro buoni rapporti. Nonostante il tono conciliatorio dei queste dichiarazioni, le tensioni rimangono alte.

Va notato che questo pronunciamento di Erdogan sembra seguire il filo della sua agenda politica. La crescente solidarietà fra musulmani della regione, e le massicce dimostrazioni organizzate dai turchi per protestare contro la guerra a Gaza, hanno offerto ad Erdogan l’opportunità di criticare Israele guadagnando così popolarità sia in Turchia che in Medio Oriente. Peraltro Ankara sta cercando di ritagliarsi la posizione di intermediario fra il mondo arabo musulmano e l’Occidente ma, per fare questo, doveva accrescere il proprio appeal fra gli arabi e i musulmani. Da qui discendono le aspre critiche rivolte a Israele.

Nel recente passato la Turchia ha svolto il ruolo di mediatore per le trattative indirette fra Israele e Siria. Erdogan aveva anche giocato un ruolo determinante nello sbrogliare il nodo libanese. Le sue doti diplomatiche nell’incontro di Doha erano riuscite a fare eleggere alla presidenza del Libano il generale Suleiman dopo quasi due anni di stallo. Qualche tempo dopo, in visita in Libano, Erdogan aveva ricevuto una standing ovation da parte del parlamento libanese. Tuttavia, gli attacchi di Erdogan ad Israele sembrano andare molto oltre quelle posizioni di neutralità che un mediatore dovrebbe avere. Come potrà Israele, in futuro, accettare di affidare i propri interessi a un mediatore che lo vorrebbe addirittura fuori dall’ONU?

L’analista politico turco Kamran Bokhari pensa che “la ricerca della leadership in Medio Oriente da parte della Turchia, non vuole necessariamente dire che saranno danneggiati i rapporti fra Ankara con Israele e l’Occidente”. Si tratta di un punto di vista decisamente ottimista. Quanto questa previsione sia corretta dipenderà da quanto Erdogan intenda ancora spingere il suo paese fuori dal solco laico che il fondatore delle Turchia, Ataturk, aveva tracciato.

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10 COMMENTS

  1. Forse i tempi non sono
    Forse i tempi non sono maturi per l’entrata della Turchia nella UE. Eventualmente suggerisco di ripiegare con una richiesta di adesione alla Lega Araba.

  2. Articolo poco chiaro
    Chi sa perchè l’articolo invece di descrivere in dettaglio il fatto e le sue cause, ha cercato di influenzare l’opinione publica su una presunta ricerca di islamizzazione della turchia e che sarebbe comunque un passo democratico visto che non lo è affatto essendo il potere in mano all’esercito!

  3. Europa…Kebab….e Onore Turco
    Europa e..Onore Turco
    Ci vanno bene la proliferazione di macellerie Islamiche e “Kebab Centers” ma se dobbiamo acettare la Turchia nella casa Europa saranno poi “cavoli amari” per dirla in termini puliti se ogni volta che qualcuno tocca argomenti arabi,islamici , palestinesi, o donne con o senza velo etc..etc… dobbiamo tenere conto dell’ “onore Turco o Arabo o adirittura sciaquarsi la bocca ,muovere 7 volte la lingua qualora dovessimo toccare argomenti coranici (con tutto il rispetto parlando per carità) ….!!! Zaven l’uomo qualunque

  4. Europa.. Kebab…Ed onore Turco
    Europa e..Onore Turco
    Ci vanno bene la proliferazione di macellerie Islamiche e “Kebab Centers” ma se dobbiamo acettare la Turchia nella casa Europa saranno poi “cavoli amari” per dirla in termini puliti se ogni volta che qualcuno tocca argomenti arabi,islamici , palestinesi, o donne con o senza velo etc..etc… dobbiamo tenere conto dell’ “onore Turco o Arabo o adirittura sciaquarsi la bocca ,muovere 7 volte la lingua qualora dovessimo toccare argomenti coranici (con tutto il rispetto parlando per carità) ….!!! Zaven l’uomo qualunque

  5. Chi semina vento raccoglie tempesta.
    Probabilmente è vero che Erdogan ha agito così per interesse politico, ma è proprio questo uno dei
    “frutti” che ha ottenuto Israele compiendo la carneficina di Gaza.
    Ergo : di che si lamentano gli israeliani?
    Pensavano di poter ammazzare tranquillamente centinaia di donne e bambini e che tutti gli battessero le mani?

  6. PARZIALE
    Possibile non si riesca a scrivere un’articolo senza cadere nella tentazione di fuorviare l’attenzione del lettore dai fatti?
    Erdogan ha dato dei fatti nel dire che Israele è fuori dal rispetto dell’ONU giacchè ne ha eluso una miriade di richiami.Voi andate avanti con supposizioni( leggasi ILLAZIONI)nello spiegare il comportamento del ministro turco.Non vi viene il sospetto che uno sì può chiudere un’occhio ma non diventare cieco.Perchè con Israele è questo che si deve fare DIVENTARE CIECO per dichiarare legittime le sue azioni.

  7. PARZIALE
    Possibile non si riesca a scrivere un’articolo senza cadere nella tentazione di fuorviare l’attenzione del lettore dai fatti?
    Erdogan ha dato dei fatti nel dire che Israele è fuori dal rispetto dell’ONU giacchè ne ha eluso una miriade di richiami.Voi andate avanti con supposizioni( leggasi ILLAZIONI)nello spiegare il comportamento del ministro turco.Non vi viene il sospetto che uno sì può chiudere un’occhio ma non diventare cieco.Perchè con Israele è questo che si deve fare DIVENTARE CIECO per dichiarare legittime le sue azioni.

  8. Ancora dobbiamo “
    Ancora dobbiamo ” metabolizzare” la sciagurata entrata della Romania nella UE,che gia ‘ gli incredibili politici che
    stanno a Bruxelles si stanno dando da fare per farvi entrare la Turchia !
    Se cio’ avverra’ l’ Europa sara’ destinata a scomparire !
    Pensate ai 70 milioni di turchi che potranno liberamente spostarsi in Europa . Si veda il fallimento dell’ integrazione dei lavoratori turchi, in Germania , a tal proposito !
    Perche’ noi europei non abbiamo il diritto di esprimerci sull’ adesione dei
    futuri nuovi Stati alla UE ? Perche’ non ci fanno votare sulle future adesioni ? La ragione e’ che , a Bruxelles , di noi popolo vero , hanno paura !Alla faccia della democrazia !
    Inoltre, mi domando : ” Dove debbono arrivare i futuri confini dell’ Europa? ” .
    Aveste sotto mano un atlante geografico ?
    Con la Turchia nella UE , la vecchia Europa confinera’con la Siria , l’ Iran , l’ Iraq , ecc.
    Allora io propongo di far entrare nella UE anche i seguenti Stati : il Marocco , il Congo , il Senegal , il Madagascar ed anche , perche ‘ no , il Nepal e il Bhutan !
    Distinti saluti
    Federico
    P.S. Oriana, Oriana , dove sei…

  9. Il “Nabucco” dovrebbe passare per la Turchia …
    e, di conseguenza, viene rimandato a quando vi sarà un accordo per l’entrata di quel Paese nella UE.
    Ovvero … all’anno del mai!

  10. minacce turche a chi parla del genocidio armeno
    Sapete che il giornalista italiano Alberto Rosselli, per aver osato pubblicare e promuovere un libro sul genocidio armeno, riceve minacce telefoniche a sè e ai suoi familiari e deve muoversi sotto scorta (in Italia)? è questa la Turchia che vogliamo? Peccato solo che in Turchia ci siano anche persone simpatiche, che studiano l’italiano e la cultura italiana.

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