Erdogan ha paura di Twitter che non è servito alle primavere arabe
05 Giugno 2013
di Redazione
Erdogan ha definito Twitter e i social media in generale una "cancrena". Ieri, il governo ha fatto arrestare alcuni manifestanti che con i loro "cinguettii" avrebbero sobillato i turchi a scendere in piazza contrastando la polizia. L’ultimo atto della ribellione turca di questi giorni gira che ti rigira finisce sempre lì, a parlare di quella grande speranza per la libertà nel mondo arabo che secondo molti verrebbe proprio da Twitter e i network sociali che bypassano l’informazione di regime e diffondono immagini e notizie destinate a deflagrare sul web. Sarà, in realtà sia in Iran che in Egitto molto si disse e scrisse sulle capacità taumaturgiche dei "social" nell’esplosione delle primavere arabe. Che però hanno lasciato al loro posto la mullocrazia iraniana mentre al Cairo andavano al potere i Fratelli Musulmani. Erdogan insomma farebbe meglio a non preoccuparsi. I social network hanno senza dubbio un grande impatto politico e sociale. Ma da qui a fare la rivoluzione nel mondo arabo non è andata così.
