Esercito iracheno contro insorti sciiti a Bassora: 4 morti, 18 feriti
25 Marzo 2008
di Redazione
È in corso un’operazione militare su larga scala portata avanti dalle truppe irachene contro le forze dell’Esercito del Mahdi del chierico sciita Moqtada al-Sadr, del Consiglio Supremo Islamico Iracheno e di un’altra fazione sciita – quella della Fadhila – che stanno combattendo per il potere su Bassora.
Secondo fonti interne all’esercito iracheno, molti guerriglieri sciiti sarebbero stati uccisi dalle truppe nazionali. Il bilancio ufficiale delle vittime per ora parla però di 4 morti tra i civili e almeno 18 feriti. I numeri in questo senso sono inevitabilmente destinati a salire. Presente sul posto anche il Primo Ministro iracheno, Nouri al-Maliki, che starebbe monitorando le operazioni.
Nel frattempo, le autorità irachene hanno imposto un coprifuoco nella città di Bassora, annunciato dallo stesso Maliki per mezzo di una televisione statale. A quanto pare nella città portuale del sud iracheno –amministrata dagli inglesi fino allo scorso anno – sta per arrivare un altro battaglione di milizie locali, nell’ambito del piano militare denominato “Knights’ Onslaught” che prevede anche la chiusura di tutte le scuole per almeno tre giorni e il divieto di transito di tutti i tipi di veicoli all’interno dell’area.
La città di Bassora è stata teatro di uno scontro di potere fin dall’inizio della guerra sopratutto a causa delle sue ingenti risorse petrolifere ma anche per via del suo importante porto navale. Il passaggio di consegne dall’amministrazione britannica a quella locale –avvenuta lo scorso settembre – sembra non aver dato i frutti sperati in termini di sicurezza.
Il bilancio delle vittime americane – 4000 dall’inizio del conflitto in Iraq nel marzo 2003 – ha suscitato reazioni disparate negli States: Il Presidente Bush ha appena espresso il suo rammarico per i soldati persi: “Un giorno la gente guarderà indietro a questo momento storico e pensando: ‘grazie a Dio c’erano delle persone coraggiose con la volontà di servire la causa’”. I candidati democratici hanno invece elogiato l’eroismo delle truppe americane ricordando che, se eletti, riporteranno i soldati a casa.
