Esplorare la violenza della società è la missione di Elmore Leonard

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Esplorare la violenza della società è la missione di Elmore Leonard

Esplorare la violenza della società è la missione di Elmore Leonard

06 Maggio 2009

L’ultimo lavoro di Elmore Leonard, Road Dogs, offerto in premiere su Entertainment weekly, è un occasione  per celebrare l’opera ultradecennale del romanziere americano che più di tutti ha saputo rappresentare la migliore stagione del pulp americano. Il romanzo racconta le avventure di tre personaggi che appartengono all’universo di Leonard –  Jack Foley, Cuando Rey, un ricco truffatore e  rifugiato cubano, e Dawn Navarro, una bella sensitiva. In particolare è la storia di Foley, gentleman e rapinatore di banca, che viene beccato durante una rapina semplice semplice. Torna in prigione per scontare una sentenza di trent’anni dopo una fuga durata una settimana.

Con Road Dogs, che i rumors danno a breve anche in Italia, torna nelle librerie un romanziere leggendario dalla lunga  e luminosa carriera, iniziata negli anni ’70 scrivendo racconti di un West nuovo e irriverente – uno scrittore capace poi di virare verso un genere di noir che, per le sue trame intrecciate e i personaggi figli di una società ‘malata’, anticipa di qualche decennio la fortuna di Quentin Tarantino. Elmore Leonard ha scritto decine di libri e numerose sceneggiature per Hollywood, compresi “Quel treno per Yuma”, “Io sono Valdez”, “Get Shorty”  “Joe Kidd”, “Hombre”, “52 Gioca o muori”, “Out of Sight”, “Get Shorty”, “Jackie Brown” e “Be Cool”, tutti lavori tratti da sue storie.

La sua letteratura è stata paragonata a quella di Balzac, di Dostoevsky ma molto più prosaicamente i suoi fan lo amano per la maestria con cui tratteggia un mondo caotico e violento, pieno di mistero e colpi di scena. Al suo lavoro devono tanto molti maestri americani,  da Saul Bellow a Stephen King, tutti riconoscenti verso l’originalità di uno stile che preferisce “…esplorare il lato oscuro, quello della criminalità cercando ogni volta di cambiare ambientazione: da Detroit ad Atlantic City, da New Orleans a Las Vegas. Ho così costruito storie nelle quali ho voluto che fossero soprattutto i dialoghi dei miei protagonisti a scandire le loro vicende e a renderli veri agli occhi dei lettori”, come dice l’autore.

In Italia le traduzioni più recenti sono state Tutti i racconti western, Freaky deaky, Hot Kid, tutti editi da Einaudi. Gustosa soprattutto la raccolta dei racconti western dove in scena non vanno eroi pronti a sfidarsi all’ultimo sangue ma gente vigliacca di cui guardarsi alle spalle, tutti alla ricerca di uno spazio meschino; una ricostruzione figlia di un’intensa ricerca bibliografica che ha portato Leonard a scavare le origini sul mito dei Cowboy, ben prima che le tv di tutto il mondo fossero inondate da centinaia di serie che hanno raccontato l’epopea di una  frontiera a metà tra realtà e immaginazione.

In fin dei conti la letteratura di Leonard ci parla di guerre, guerre personali, guerre criminali, guerre con il mondo e per il mondo, con una civiltà in bilico tra il perdersi nell’anarchia e l’eccesso di ordine. Così, condita nel mito ed attualizzata nelle verità di una società violenta a dobbiamo – obtorto collo – abituarci giorno per giorno, va in scena il nostro scontro di civiltà. Qualcosa che Elmore Leonard racconta da sempre.