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Etiopia. 2 condannati a morte vivono nell’ambasciata italiana

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Due dei 18 alti responsabili del regime dell'ex dittatore etiope Mensgistu Haile Mariam, condannati a morte ieri dalla Corte Suprema di Addis Abeba, vivono attualmente all'interno dell'ambasciata d'Italia in Etiopia.

Lo riferisce il giornalista della Bbc Tsigue Shiferaw. I due si sono rifugiati nell'ambasciata italiana dopo la fuga di Mengistu in Zimbabwe, nel 1991, si legge sul sito web della Bbc. Gli altri 16 alti responsabili condannati si trovano invece in prigione ad Addis Abeba.

L'ex dittatore, il 'Negus rosso', oggi settantenne, si trova tuttora in esilio nello Zimbabwe di Robert Mugabe, che gli ha concesso asilo e si è sempre opposto alla sua estradizione. Ieri la giustizia etiope lo ha giudicato colpevole della morte e della scomparsa di decine di migliaia di etiopi durante il periodo noto come 'Terrore rosso' - intellettuali, professionisti e quanti venivano ritenuti oppositori del socialismo -, e lo ha condannato a morte.

La Corte suprema etiope ha deciso infatti di accogliere la richiesta del Procuratore della Repubblica e ha commutato la sentenza all'ergastolo, emessa nel gennaio 2007 dalla Corte di appello, in condanna a morte per Mengistu e 18 suoi ex collaboratori, accusati di genocidio, omicidio, tortura, detenzioni illegali e confisca di beni.

 

 

 

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