Europa, fisco e concorrenza. La linea rossa di Draghi ai partiti

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Europa, fisco e concorrenza. La linea rossa di Draghi ai partiti

Europa, fisco e concorrenza. La linea rossa di Draghi ai partiti

24 Maggio 2022

Non è solo Giuseppe Conte a tracciare linee rosse. Mario Draghi si sta spazientendo dello stallo in cui alcuni partiti vogliono impantanare l’azione della maggioranza. Su tre temi, fa sapere il presidente del Consiglio, non è disposto a cedere. Ne ha ben donde Draghi, a differenza di Conte, alla ricerca ogni volta di pretesti, dall’Ucraina al termovalorizzatore di Roma, per non scomparire nell’irrilevanza politica e di visibilità.

Altrimenti sarebbe compromessa la ragione stessa per cui si trova a Palazzo Chigi: gestire le riforme e il Pnrr. Va bene le mediazioni, il premier non si è mai tirato indietro. Tuttavia, la delega fiscale, la riforma della concorrenza e la politica estera, con la collocazione europeista dell’Italia, sono le tre condizioni “di esistenza del governo”, i suoi cardini “non negoziabili”, avverte Mario Draghi.

Gli obiettivi del governo Draghi e le riforme

Palazzo Chigi intanto, da qui a giugno, si concentrerà sulla roadmap per realizzare i 45 obiettivi fissati dal Pnrr, nonostante l’inflazione e la guerra in Ucraina. A fine aprile sono stati raggiunti 14 obiettivi, entro fine maggio saranno almeno 25, gli altri venti andranno centrati nei successivi trenta giorni. Le riforme non sono solo una richiesta dell’Unione europea, ma sono alla base dell’azione di governo e dei bisogni della nazione, è la convinzione di Mario Draghi.

I temi sono i soliti e rappresentano l’asse portante del Pnrr. Riduzione dei tempi della giustizia per favorire gli investimenti. Riforma degli appalti e del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti entro marzo 2023. Rafforzare il reclutamento nella scuola e nella Pubblica amministrazione. Se, però, si mette in discussione fisco, concorrenza ed europeismo dell’Italia, meglio fermarsi prima di cominciare: non è il pantano politico quello in cui vuole finire Draghi.