Europee, il governo potrebbe rinunciare a proposta, il Pdl aspetta la Lega
06 Settembre 2008
di Redazione
Il governo potrebbe non presentare più una sua proposta di legge per riformare la legge elettorale per le Europee, lasciando che il confronto si sviluppi sulle iniziative parlamentari. Questo, almeno, è l’orientamento emerso dal vertice-cena che si è tenuto a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi e lo stato maggiore di Forza Italia e An. Orientamento di cui nei prossimi giorni si discuterà con la Lega e, in particolare, con Roberto Calderoli autore della bozza che il governo avrebbe dovuto varare in uno dei prossimi consigli dei ministri, e comunque entro la fine del mese.
Silvio Berlusconi, a quanto viene riferito, nella serata di ieri si sarebbe detto d’accordo su questo percorso che privilegia la strada parlamentare e che consente al Pdl di ripartire dalla proposta già depositata alla Camera: no preferenze, 15 circoscrizioni e soprattutto uno sbarramento del 5% che il premier ha sempre privilegiato.
La Bozza Calderoli, invece, prevede una soglia del 4%, 10 circoscrizioni e 1 preferenza (ma pare che nell’ultima le liste fossero bloccate).
"La legge per le Europee – osserva il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri – non essendo materia del programma di governo potrebbe anche essere lasciata al confronto parlamentare. Questo potrebbe rendere anche più facile la ricerca di convergenze". L’ex ministro delle Comunicazioni ci tiene però a sottolineare che questa è una decisione che sarà presa dopo averne parlato con la Lega e Calderoli e che, comunque, l’eventuale adozione della proposta della Pdl come testo base, non vuol dire che sia ‘blindato’. Ovvero, come spiega in sintesi: "Trovare una convergenza nella maggioranza è indispensabile, trovarla con le opposizioni è auspicabile, il testo della Pdl è consigliabile ma eventuali modifiche sono possibili".
Bac/Rea
fonte: APCOM
