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Eutanasia, Quagliariello: “Chi difende la vita non faccia lo struzzo”

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“Nella sua relazione di oggi il presidente della Corte Costituzionale si è soffermato su una nuova tipologia di pronunciamenti, definita ‘incostituzionalità prospettata’, sperimentata con l’ordinanza sul caso Dj Fabo/Cappato. Da fautori della leale collaborazione istituzionale quali siamo, ci permettiamo sommessamente di osservare che, per essere proficua, è necessario che una interlocuzione di questo tipo si configuri come forma di collaborazione e non di ricatto, facendo in modo che se il Parlamento viene posto di fronte alla necessità di agire, non gli si dica anche in quale senso e con quale soluzione”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’. “Nella fattispecie – prosegue -, posto che il tema del fine vita mette in discussione capisaldi secolari della nostra civiltà e pone a confronto due visioni antitetiche, appare evidente che coloro i quali ritengono che l’eutanasia non sia una forma di progresso ma sia un arretramento illiberale per la persona e la sua centralità, dopo la relazione del presidente della Consulta non possono certo contare sulla inattività della Corte alla scadenza del termine fissato. Chi crede nella vita è dunque chiamato a prospettare in Parlamento soluzioni per evitare che per via giudiziaria si spalanchino le porte all’eutanasia attiva. Ciò non significa certo una indisponibilità a confrontarsi con chi la pensa diversamente, partendo però da princìpi non negoziabili che non possono essere messi in dubbio. L’unica opzione che oggi ancor più di ieri non ci è consentita è quella di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, perché è evidente che non fare nulla significa lasciare che altri facciano, e in una direzione che già sappiamo non essere quella auspicata”. 

 

 

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