Evasione, Tremonti: nuova stretta sui conti nei paradisi fiscali
05 Maggio 2009
di Redazione
Un pacchetto di misure per combattere l’evasione attraverso i paradisi fiscali. E’ il provvedimento allo studio del governo. Il ministro dell’Economia Tremonti ha indicato tre linee sulle quali lavorerà: inversione dell’onere della prova (se il capitale è depositato in un “paradiso” si presume che sia originato da evasione salvo prova contraria), sanzioni aggravate se il capitale evaso viene depositato in un paradiso fiscale, maggiore attenzione sui redditi nei paradisi fiscali.
Il titolare del Tesoro ha anche parlato degli effetti della crisi economica e della performance dell’Italia rispetto agli altri paesi europei citando in proposito i dati della Commissione Ue secondo i quali “il nostro è l’unico grande Paese con i conti pubblici che, aggiustati per il ciclo e quindi depurati dalla congiuntura negativa, presentano un deficit sotto il 3% sia nel 2009 che nel 2010” ha spiegato Tremonti. Secondo le recenti previsioni di Bruxelles per l’Italia si stima un deficit che nel 2009 salirà al 4,5% e nel 2010 crescerà ancora al 4,8%. Ma le stime sul disavanzo aggiustato per il ciclo economico indicano un 2,6% nel 2009 e un 2,7% per il prossimo anno, in calo dal 3,2% del 2008.
Commentando le ultime analisi della Commissione Ue secondo le quali il debito nazionale salirà al 116 per cento nel 2010, il ministro dell’Economia ha sottolineato che “nessuno in questa fase in Europa chiede manovre sul debito, tanto meno all’Italia, che ha un debito pubblico che cresce a una velocità inferiore degli altri. Se l’aumento del debito è causato dal pil – ha quindi aggiunto – l’unica manovra da fare è migliorare il pil. Nessuno ci chiede in questi anni operazioni sul debito che finirebbero per avere l’effetto di peggiorare la recessione”.
Infine Tremonti ha ricordato che “i nostri dati sono in linea con le previsioni della Commissione Ue. In certi casi sono anche più rigorosi, come sul debito, che prevediamo al 117,1% nel 2010” sottolineando il fatto che “per la prima volta l’Italia fa meglio sia come deficit che come debito” e rimarcando “la solidità della nostra economia” anche di fronte alla crisi.
