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La puntura

Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

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Una certa Silvia ha scritto a Dagospia, che ha pubblicato l’intervento, che nella puntata di Atlantide a cura di Andrea Purgatori dedicata al grande regista Hitchcock, “ad un certo punto il conduttore ha rivolto domande e ottenuto risposte sul regista da un ospite, un vero e proprio dialogo, con botta e risposta: cosa ne pensa? Lei crede che? E ovviamente l’intervistato rispondeva a tono”.
Continua Silvia: “Il particolare – agghiacciante – era che l’intervistato era Francois Truffaut, certo tra i più autorevoli conoscitori di Hitchcock. Sfortunatamente però Truffaut è morto da  26 anni.  E , ma non credo mi sia sfuggito, l’intervistatore non lo ha detto. Ha proprio imbastito un dialogo, appunto. Nè nelle didascalie sottopancia all’intervistato c’era la indicazione immagini da repertorio”.
Conclude Silvia : “A cosa abbiamo assistito? a meta – giornalismo?  fake-giornalismo? virtual-giornalismo? Alla sublimazione del copia – incolla? Oppure a mera cialtroneria?”
Sono belle domande, anche perché Purgatori è recidivo, come dimostra la puntata di Atlantide del 9 gennaio 2020, nella quale mostrò in esclusiva il video della uccisione tramite missile del Generale Solemaini, salvo dover poi ammettere che era un videogioco.
Sono belle domande che però calzano a pennello se rivolte ad un giornalista che deve parte della sua fama alle insistite affermazioni che il DC 9 dell’Itavia sia stato abbattuto il 27 giugno del 1980 nei cieli di Ustica da un missile nel corso di una battaglia aerea.
Affermazioni bollate come “da fantascienza” dalla sentenza penale passata in giudicato che ha assolto da ogni addebito per l’accaduto i Generali della nostra Aeronautica Militare.
Ma Purgatori può ben vantarsi di aver contribuito con le sue rivelazioni a convincere i Giudici civili che sia stato “più probabile che non” che sia avvenuto quello che il Penale ha negato, e cioè che sia stato un missile a far esplodere l’aereo.
Allora perché meravigliarsi della messa in onda di una intervista ad una persona deceduta 26 anni fa e di un video gioco spacciato come grande scoop?
E’ “più” probabile che non “che l’ intervista sia stata fatta ventisei anni fa, e riproposta oggi, dimenticando di precisarlo; è “più probabile che non” che si sia ricorsi ad una intervista tramite una seduta spiritica; è “più probabile che non” che l’ intervista sia stata fatta ad un omonimo del defunto, ma sempre di un Truffaut si tratti.
Certamente è “piu’ probabile che non” che non arrivi una risposta alle domande di Silvia:  si tratta di fake-giornalismo o mera cialtroneria?
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