Fascismo. Berlusconi: “Io penso a lavorare”
17 Settembre 2008
di Redazione
Gianfranco Fini si dichiara antifascista, Giorgia Meloni si appella ai suoi giovani di An chiedendo loro di
smetterla una volta per tutte di parlare di fascismo e antifascismo. Silvio Berlusconi, invece, di ascismo non intende neanche parlarne. Incalzato dalle ‘Iene’ sul suo essere antifascista, il Cavaliere si limita a dire: "Io penso a lavorare per risolvere i problemi dell’Italia".
Insomma, tutti nel Pdl vogliono mettere la parola fine a discussioni del genere, ma di fascismo si ontinua a parlare. Lo ha Altero Matteoli, che gela chi fra i giovani di An ha criticato Fini ontrattaccando: "Chi non condivide a pieno le parole di Fini sull’antifascismo si mette automaticamente fuori da Alleanza Nazionale". Un monito, quello di Matteoli, condiviso anche da Ignazio la Russa, che aveva insieme a Gianni Alemanno dato fuoco alle polveri: "Credo che Matteoli abbia detto bene e che le parole di Fini vadano lette con attenzione". E il Cavaliere? Spiegano dal suo entourage che il premier ha ltro a cui pensare rispetto a polemiche vecchie di "30 o 40 anni" ed è convinto che "alla gente interessi di Alitalia o rifiuti, non di fascismo…".
Il governo, per bocca di Gianfranco Rotondi, torna ancora sulle parole pronunciate da La Russa l’8 ettembre. L’esecutivo è consapevole di "rappresentare la Repubblica italiana nata dalla Resistenza" e non equipara fascismo ad antifascismo, ma rispetta "chi in buona fede ha combattuto ed è entrato nella Repubblica di Salò". Chi non ha gradito le parole di Fini è Alessandra Mussolini. La nipote del Duce si muoveva oggi tra Transatlantico e Aula di Montecitorio indossando una t-shirt con su scritto ‘Orgogliosa di essere dalla parte sbagliata’.
Dopo 24 ore di polemiche per l’atteggiamento critico di parte del mondo giovanile aennino, Meloni ha deciso di violare il silenzio che si era imposto e spendere parole che nelle sue intenzioni dovrebbero essere definitive. "Basta con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. Siamo quelli – sottolinea – che ogni giorno consumano i migliori anni della propria gioventù per difendere" democrazia e giustizia, "al punto che se oggi qualcuno si mettesse in testa di reprimerli – come avviene in Cina, a Cuba o in altre parti del mondo – noi li difenderemmo con la vita. Sono i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo".
Unico distinguo del ministro: c’è stato un "antifascismo ‘militante’ in nome del quale sono stati uccisi presunti fascisti e anche antifascisti". Poi un passaggio dedicato a Fini: il presidente della Camera "ha operato questa distinzione senza soffermarcisi perché voleva che il suo giudizio sul fascismo fosse chiaro, netto, definitivo. Sapeva che molti di noi sarebbero stati feriti da questo atteggiamento, ma non ha voluto blandirci come fossimo ragazzini inconsapevoli".
