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Fase 2: sarà come una nuova età del Jazz?

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Dopo l’inverno sorge sempre la primavera? Forse, di sicuro tutto dipende da noi. Siamo noi in questo caso gli artefici del nostro destino, tutto dipende dalle scelte individuali che faremo, dallo spirito con il quale supereremo questa pandemia globale, che semina morte da mesi e che ha sepolto anche il nostro modo di vivere e di concepire la vita. Allora vedremo se la fase 2 non sarà solamente un atto burocratico, ma corrisponderà ad una stagione nuova sia per noi stessi, sia per l’Italia.

La nuova età – se ci sarà – la costruiremo oggi, in questi giorni, in cui ogni scelta segnerà il passo delle generazioni future. Alla pandemia siamo arrivati attraversando un età grigia sia sul piano politico, sia su quello spirituale: le primavere del passato appaiono distanti e si stagliano all’orizzonte come chimere. La speranza ha ceduto da tempo – troppo – il passo allo sconforto e alla rassegnazione. Molte scene visibili in questi giorni non si discostano molto da questo orientamento, ma non illudiamoci, perché la strada è ancora lunga e tortuosa e non mancheranno cedimenti e sofferenze. La voglia di rinascere, di risorgere, tornando ad afferrare la vita, con le sue emozioni, i suoi attimi che valgono un’eternità, devono essere quell’impulso maggiore che ci consentirà di raggiungere la meta.

Torneremo, forse, ad una nuova età del jazz, a fare dell’eccesso un marchio di fabbrica della nuova generazione, a godere della vita fino in fondo, a festeggiare dopo l’isolamento e, forse, ripristineremo l’umanità, e il suo sapore che oramai sembrava perduto.

La pandemia ha sciolto molti nodi, ristabilendo un certo equilibrio, rimettendo tutto in gioco e distruggendo gli equilibri precedenti: adesso nel costruire il nuovo, saremo noi a scegliere cosa sia realmente importante, e cosa invece debba essere subordinato alle nostre nuove priorità.

Questo è il momento delle liste, di scegliere il bagaglio per il nuovo viaggio, quello in cui scriveremo il futuro dell’umanità. Sono momenti solenni questi, in cui bisogna soppesare ogni cosa, poi non si torna più indietro, si va solo avanti, seguendo la bussola e il percorso che noi liberamente abbiamo scelto.

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