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Il tecnico e il politico

Fassina e Saccomanni, sopravvivenza e rigore

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Stefano Fassina, viceministro economia del Pd, ha lasciato di stucco molti dicendo che in Italia c'è una "evasione di sopravvivenza". Generata da "cause profonde", ma soprattutto dal fatto che il nostro Paese è quello con la tassazione più pesante nel mondo occidentale. Tanto tassato, quanto pieno di evasori, con un sommerso che vale decine di miliardi di euro. Fassina a Confcommercio parla di Imu e Iva, di come trovare le coperture (basterebbe secondo il viceministro lasciare l'Imu del 15% sulle prime case di maggior valore, recuperando i 2 mld di euro necessari). Ma il problema è la pressione fiscale, "insostenibile". L'uscita di Fassina fa sbandare il Pd, che con Epifani conferma la linea della lotta dura all'evasione spiegando che il viceministro è stato "equivocato". Per Susanna Camusso, è stata una frase "infelice", un "drammatico errore politico". Ma interviene anche il titolare dell'economia, il ministro Saccomanni, che spiega: niente incremento di gettito dalla riforma del catasto e soprattutto "il mantenimento della stabilità di bilancio si coniughi con la crescita e l’equità. La lotta all’evasione fiscale non potrà essere assolutamente allentata; in una fase in cui tanti connazionali affrontano sacrifici quotidiani, il tenace perseguimento degli evasori e la facilitazione dell’adempimento degli obblighi fiscali per i contribuenti onesti condurranno a una maggiore giustizia sociale". Non è una sconfessione del suo vice ma la differenza tra la scuola del rigore temperato di Saccomanni e quella dello stimulus fassiniana si sente. Il tecnico da una parte, il politico dall'altra. A questo punto occorre fare attenzione affinché da una differenza di visione non si apra un crepaccio.

 

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