Home News Febbre suina, il mondo tiene gli occhi aperti. Per l’OMS è “allerta 5”

Primo caso confermato in Svizzera

Febbre suina, il mondo tiene gli occhi aperti. Per l’OMS è “allerta 5”

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Cresce, di ora in ora, la paura per la diffusione della febbre suina. Il virus, che sta mettendo in ginocchio il Messico, minaccia di dilagare anche nei vicini Stati Uniti e, di riflesso, anche nel resto del pianeta. Oggi, le autorità sanitarie messicane hanno affermato, in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che le morti sicuramente dovute alla nuova influenza sono 8 (non più 20, come dichiarato ieri), su circa 80 casi sospetti (rispetto agli olttre 15o dei giorni scorsi). Intanto, per evitare ulteriori contagi, sono stati chiusi al pubblico i siti archeologici del Paese ed è stato cancellato l’ultima gara automobilistica dell’A1 Gp World Cup, in programma a fine maggio a Città del Messico.

Ieri è stato anche riscontrato il primo caso di decesso al di fuori del Paese centro-americano. Le autorità sanitarie statunitensi, infatti, hanno confermato la morte di un bambino di 23 mesi in Texas, causata dall’A/H1N1. Fonti governative hanno precisato, tuttavia, che il bimbo era messicano ed era stato portato a Houston per farsi curare.

Finora, comunque, sono circa 65 i casi di contagio accertati negli Usa. In California, il governatore Arnold Schwarzenegger ha proclamato lo stato di emergenza. E a Washington, Barack Obama ha dichiarato: "La situazione è seria, talmente seria da richiedere le massime precauzioni. Siamo pronti a fare tutto il necessario per fermare la diffusione della febbre suina". Il presidente americano ha dato l’ordine di chiudere le scuole in cui siano riscontrati casi di contagio e ha chiesto al Congresso di stanziare 1,5 miliardi di dollari per combattere l’epidemia.

La situazione non è migliore in Europa e nel resto del mondo. Tredici i casi accertati in Canada, 14 in Nuova Zelanda e due in Israele, mentre, in Europa, la presenza del virus del tipo A/H1N1 è stata accertata in 12 pazienti: uno in Svizzera, quattro in Spagna, tre in Gran Bretagna (dove il governo ha ordinato più di 30 milioni di mascherine monouso) e Germania e uno in Austria.

“Ci attendiamo a breve i primi casi anche in Italia, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto l'evoluzione clinica negli altri Paesi. Questo virus si sta dimostrando poco aggressivo, inferiore a una normale influenza”, ha dichiarato ieri mattina il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio. Tuttavia, in queste ore, quattro pazienti sono stati sottoposti ad accertamenti. In Lombardia e in Calabria, due donne, da poco rientrate dal Messico, hanno accusato sintomi influenzali e sono state ricoverate per accertare la presenza del virus A/H1N1. Due sono anche le persone ricoverate a Napoli: un’antropologa spagnola di 63 anni e un cittadino italiano. Anche loro sembra fossero da poco rientrati dal Messico.

La situazione, comunque, sembra essere sotto controllo, come testimoniano le parole del Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia: “L'allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell'aviaria, sono mediatiche. Non esiste l'influenza suina, ma quella messicana: il virus influenzale non va abbinato al nome dell'animale. Ai consumatori lancio un appello: continuiamo a consumare la carne di maiale, perché non comporta alcun problema di sicurezza alimentare”.

E mentre da Pechino arriva una secca risposta ai sospetti di una possibile origine cinese dell’influenza suina, si attende il summit dei ministri della salute dell’Unione Europea, in Lussemburgo, per fare il punto della situazione.

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