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Ferrari, Marchionne: “Porta aperta ad alleanze”

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Agli azionisti che partecipano alla prima assemblea della società dopo la separaziona da Fca, Marchionne dice: «Se le condizioni del mercato fossero adeguate valuteremo l'aumento dei volumi di produzione in modo graduale nei prossimi anni». Nel board resta Amedeo Felisa, rieletto con il 99,1% dei voti, che mantiene la carica di amministratore delegato. E lo stesso Marchionne aggiunge: «Io e Amedeo ci conosciamo da anni, non è vecchio ma neppure più giovane. Ha il diritto di fare quello che vuole. Quello che è certo è che non perderemo mai il suo appoggio tecnico e resterà in consiglio anche in futuro. La sua esperienza è preziosa per i giovani, è una eminenza grigia della tecnologia». Viene confermato l'obiettivo di «mantenere l'esclusività del brand Ferrari e rispettare quanto diceva Enzo Ferrari ”produrre un'auto in meno di quella che il mercato chiede”. Tuttavia crediamo che la domanda di Ferrari sia robusta e crescente e coglieremo le opportunità offerte dal mercato». E poi aggiunge:

«Saremmo in grado di produrre 14.000 Ferrari, ma si deve aumentare la redditività in modo ponderato, Non vogliamo mettere a rischio l'esclusività». Accanto a Marchionne, resta in consiglio Piero Ferrari ed entrano John Elkann, Lapo Elkann, Patrizia Grieco (94,7%), Delphine Arnault e Adam Keswick. Per finire poi a dare conferma dei target 2016: ricavi netti superiori a 2,9 miliardi di euro, 7.900 consegne incluse le supercar, indebitamento netto inferiore a 1,95 miliardi.

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