Fiat. Marchionne: “Bisogna razionalizzare la produzione”
18 Giugno 2009
di Redazione
Di fronte alla "crisi globale del settore auto c’è necessità di razionalizzazione per contrastare una sovracapacità produttiva cronica". Lo avrebbe detto l’A.d. di Fiat, Sergio Marchionne, secondo quanto riferiscono fonti sindacali presenti al tavolo sulla Fiat in corso a Palazzo Chigi.
L’amministratore delegato del Lingotto spiega che "la Fiat non ha denunciato eccedenze occupazionali strutturali, e sta facendo sforzi per limitare conseguenze sull’occupazione utilizzando tutti gli ammortizzatori disponibili". Marchionne ha quindi sottolineato: "Si avvicina il limite delle 52 settimane nell’ultimo quadrimestre per almeno 10 stabilimenti". "Al momento non è possibile fare previsioni precise – aggiunge Marchionne- perché ci sono variabili difficili e non si possono indicare prospettive di lungo periodo".
"Nei primi cinque mesi del 2009, a fronte di un mercato che è calato in Europa occidentale del 12,8%, la Fiat ha limitato la flessione al 3,8%. La quota è salita di quasi un punto percentuale, arrivando al 9,3%". L’amministratore del Lingotto lo ha ribadito spiegando che "la crisi dei mercati internazionali ha aggravato ancora di più il problema della sovraccapacità produttiva, che da anni caratterizza l’industria dell’auto mondiale – continua Marchionne – Si prevede che in Europa, nel 2009, la percentuale di utilizzo degli impianti scenda a circa il 65%. Oggi è assolutamente necessaria una razionalizzazione dell’industria dell’auto per riportarla a livello di sostenibilità economica".
Marchionne ha poi spiegato che nel mercato dell’auto ci sono state "ricadute positive dei provvedimenti di incentivi del mercato auto. In tutti gli stabilimenti c’è una buona raccolta ordini". Ma tutti gli sforzi che Fiat ha fatto finora a livello gestionale, industriale ed economico, "non sono più sufficienti". L’A.d. della Fiat spiega che "occorrono interventi strategici per raggiungere un’adeguata massa critica – dice Marchionne – per aumentare i volumi prodotti per piattaforma e per estendere la presenza geografica. In quest’ottica va letta l’alleanza raggiunta con Chrysler. Fiat e Chrysler insieme sono diventati il sesto produttore al mondo".
Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi, l’A.d. avrebbe assicurato che Fiat intende mantenere a Termini Imerese produzioni industriali, ma con produzioni diverse da quella automobilistica. Comunque Marchionne ha confermato la produzione Lancia Y fino al 2011. Poi la produzione industriale del Lingotto a Termini Imerese sarà diversa dall’auto e per questo si dovrà rivedere l’accordo di programma. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, invece, manterrà la produzione dell’Alfa 159 berlina fino al 2010 e dell’Alfa 147 e Gt. Successivamente sarà assegnata una nuova piattaforma con più modelli. La Fiat, ha spiegato Marchionne, "non intende nascondersi dietro il paravento della crisi ma i grandi traguardi non si raggiungono da soli". Marchionne ha confermato, sempre secondo quando si apprende, la produzione negli altri stabilimenti del Lingotto.
Mantenimento ecoincentivi europei, riconoscimento della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, sostenibilità finanziaria di alcune iniziative produttive, riduzione del conflitto sociale e dei costi produttivi. Sono questi i presupposti per il mantenimento degli equilibri occupazionali di Fiat. La Fiat, ha proseguito Marchionne, non si può immaginare senza forti radici in Italia perché è "un pezzo importante della sua storia e vogliamo che sia un pezzo importante del suo futuro: se ognuno si assumerà la propria parte di responsabilità e impegno questo sarà possibile evitando conseguenza dolorose. Ritengo che sia una sfida alla nostra portata".
Il premier Berlusconi ha colto al balzo l’invito lanciato da Marchionne. "Il Governo farà ogni azione possibile per stare al fianco della Fiat", ha detto il presidente del Consiglio aggiungendo che "siamo sempre stati a disposizione – ha spiegato – e continuiamo ad esserlo per il confronto con la Germania per Opel".
Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede di non depotenziare gli stabilimenti Fiat meridionali, in particolare di Napoli e Palermo. "Avevamo sperato molto nell’accordo di Fiat con Opel – continua Bonanni -. È chiaro che dobbiamo affrontare sfide inedite per il settore. C’è bisogno di un patto tra Governo, Fiat e sindacati per rendere costruttivo il lavoro che dobbiamo fare nelle prossime settimane". Ognuno deve fare la sua parte, dice Bonanni, "creando le premesse per una discussione responsabile".
"Questo non sia l’ultimo incontro. Il tavolo è importante e doveva essere aperto prima, bisogna continuare confronto". E’ quanto ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani sottilineando che "quello che è chiaro è che Termini Imerese non farà più auto. Il problema è che in Italia si produce troppo poco rispetto ad altri Paesi e alla capacità di assorbimento del mercato". Epifani giudica positivamente l’accordo con Chrysler ma invita "a mantenere in parallelo lo sviluppo in Italia". "Alcune aziende saranno in Cig – ha concluso – e altre lavoreranno il sabato. Bisogna coordinarsi per evitare spaccature nel mondo del lavoro".
