Fiat. Pomigliano, Marchionne: “Fatto un passo in avanti”

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Fiat. Pomigliano, Marchionne: “Fatto un passo in avanti”

12 Giugno 2010

L’ad di Fiat Sergio Marchionne si dice "abbastanza" contento dell’adesione della maggior parte delle sigle sindacali ad una possibile intesa con l’azienda sullo stabilimento di Pomigliano. È stato fatto "un passo avanti, poi bisognerà chiudere", ha detto a Venezia a margine del workshop del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti.

"Si sarebbe creato un grandissimo problema se ieri sera finiva male. Sia per loro che per noi". Per Marchionne comunque uno stabilimento come quello di Pomigliano può funzionare solo "massimizzando la prodduttività e facendoli lavorare come orologi svizzeri".

Inoltre, parlando a Venezia della vertenza, l’ad ha commentato che "non succede in nessuna altra parte al mondo, ve lo assicuro". "Nessun altro trasferirebbe dall’estero la produzione nel Paese" dice Marchionne spiegando che in una situazione in cui si dà lavoro risulta paradossale anche dovere convincere per farlo. È ottimista sul risultato della prossima consultazione con i lavoratori? "Se i lavoratori non vogliono l’investimento basta che ce lo dicano", sottolinea a margine del workshop.

In effetti, conclude il responsabile del Lingotto, "ci stiamo giocando la vita di 5.000 persone. Perché solo la maggioranza? Queste sigle cercano di rappresentare la collettività dei lavoratori". "È un’esperienza straordinariamente unica – ha chiosato Marchionne -, con quante entità bisogna trovare l’accordo per dare lavoro a 5.000 persone?".

Anche per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che interviene oggi al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustriaa Santa Margherita Ligure, ”l’accordo di Pomigliano è un punto di svolta storica nelle relazioni industriali italiane. E’ un momento di passaggio importante”. ”Da oggi – ha aggiunto Sacconi – il Paese è più moderno”.