Filippine. Il 2 giugno Eugenio Vagni ha parlato con la moglie
05 Giugno 2009
di Redazione
Nuova telefonata di Eugenio Vagni alla famiglia. L’operatore della Croce rossa internazionale rapito nell’isola di Jolo, nelle Filippine, lo scorso 15 gennaio, ha parlato al telefono con la moglie lo scorso 2 giugno, come riferisce Alain Aeschlimann, capo delle operazioni della Croce Rossa per il Pacifico e il sud-est asiatico. "Noi – ha detto – stiamo facendo tutto il possibile" per ottenere la liberazione di Vagni, sequestrato dai ribelli islamici di Abu Sayyaf insieme a due colleghi, la filippina Mary Jane Lacaba e lo svizzero Andreas Notter, liberati il 2 e il 18 aprile. E ci sono "molte persone che stanno lavorando per risolvere questa crisi. Speriamo che questo incubo finisca presto".
L’operatore di Montevarchi (Si), 62 anni e un’ernia che gli rende difficile il camminare, è nelle mani dei suoi rapitori ormai da quasi cinque mesi: la Croce Rossa sta continuando la sua attività nelle Filippine, ma "senza Eugenio non è più lo stesso. Le decorazioni di Natale che aveva allestito lui – ha aggiunto Aeschlimann – sono ancora lì. Aspettiamo lui per toglierle".
