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Finalmente si vota, negli Usa. Testa a testa secondo tutti i sondaggi

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Oggi si vota negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali e, come già anticipato nei giorni scorsi, si prevede un duello all'ultimo voto. Testa a testa, quindi. Per Gallup, il candidato repubblicano Mitt Romney sarebbe avanti di un punto, 49 a 48; al contrario, per Wall Street Journal/Nbc di (neanche) un punto percentuale sarebbe in vantaggio il presidente uscente Barack Obama.

Le ultime dichiarazioni dei candidati prima del voto: Barack Obama, presentatosi a Columbus, in Ohio, davanti ai suoi sostenitori assieme a Bruce Springsteen e J.Az ha affermato: "Abbiamo fatto reali progressi in questi quattro anni, ma il nostro lavoro non è finito: la nostra battaglia per il cambiamento prosegue. Mi conoscete, potete non essere d'accordo sulle mie decisioni, ma sapete che dico la verità e che mi batto per voi".

Mitt Romney invece, sempre da Columbus in Ohio - Stato chiave della tornata - ha tenuto a ribadire quanto Obama abbia disatteso, in questi anni di presidenza, le promesse della messianica campagna del 2008: "Creerò quei posti di lavoro che il presidente Obama non è stato in grado di creare", ha detto il candidato repubblicano. "Quasi tutte le misure adottate da Obama hanno fatto male all'economia". E ancora: "Ha promesso molto (sempre Obama, ndr) e non ha mantenuto le promesse: non si è concentrato sul creare lavoro, si è concentrato sull'Obamacare (la riforma del sistema sanitario Usa fortemente voluta dal presidente democratico, ndr)". "Io so come cambiare il corso del nostro paese e della nostra economia. Il vero cambiamento non è una cosa di cui parlo solo, ma è una cosa che ho già fatto". A notte inoltrata, ora italiana, il verdetto (forse) definitivo.

 

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2 COMMENTS

  1. Obama & Romney
    Obama vuole vincere demonizzando il capitalismo e dicendo che chi ha avuto successo in affari lo ha fatto per merito dello stato; in un paese che, grazie a Dio, considera ancora il successo personale, l’imprenditorialità e l’autosufficienza cose positive.
    Se vincerà, vuol dire che il carattere della nazione sta cambiando; d’altra parte, se si costruisce un sistema in cui tanta gente dipende dallo stato, sia per il lavoro che per un obolo (come in Europa), poi diventa difficile riorientare la società in una direzione più liberale.
    De Montesquieu diceva che prima o poi il governo federale americano sarebbe riuscito a comprare il popolo americano col suo stesso denaro; speriamo Obama non ci riesca oggi.

  2. m
    Leo, infatti nonostante l’infelice gaffe fatta da Romney sui famosi 47% di americani che votano Obama perché sono poveri e dei parassiti dello stato ha toccato comunque un nervo scoperto, sia pure espressa da egli in modo poco elegante. Nei prossimi anni non si potrà ancora andare avanti così, non si possono continuare a spendere soldi per sussidi statali e pretendere di diminuire la disoccupazione, la povertà e il debito pubblico. E a creare ricchezza. Prima o poi il welfare americano dovrà subire una grossa sforbiciata. Ci sono voluti 15 anni e una seconda guerra mondiale negli ultimi 4 a Roosevelt per risollevare l’economia USA. Reagan con le sue politiche ci ha messo 22 mesi, poi ci sono stati 92 mesi di crescita economica ininterrotta.

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