Finanza pubblica: la Finanziaria va in soffitta, arriva la legge di Stabilità
24 Giugno 2009
di Redazione
E’ pronta la mini-rivoluzione delle procedure per le leggi e i documenti di finanza pubblica che oggi ha ricevuto l’ok da Palazzo Madama. La riforma, che prevede l’addio alla vecchia Legge Finanziaria e l’arrivo di una nuova legge di Stabilità che si affiancherà ad un Bilancio riorganizzato per obiettivi, e’ stata approvata al Senato con 243 voti a favore, 6 astenuti (Idv) e nessun contrario. Adesso passerà all’esame della Camera.
Il provvedimento è stato ampiamente emendato in commissione, in un clima bipartisan, sottolineato anche dal presidente del Senato Renato Schifani. Molte le novità previste che archievieranno, dopo trent’anni, la vecchia legge 468/78 che ha regolato le procedure dei conti pubblici. L’obiettivo della norma è conciliare i vincoli europei con la maggiore autonomia riconosciuta, con l’arrivo del Federalismo fiscale, agli enti locali. Per questo la nuova legge Finanziaria si chiamerà ”Legge di Stabilità”. Cambiamenti sostanziali anche per il calendario della Finanza pubblica. Dopo la Relazione unificata di marzo, si dovrà attendere il nuovo Dpef. Si chiamera’ Decisione di Finanza Pubblica (Dfp) e sarà lo strumento per coordinare i vari livelli di governo dei conti pubblici: verrà inviato entro il 20 luglio alle amministrazioni finanziarie e, solo dopo questo passaggio, approderà in Parlamento (entro il 20 settembre, contro il 30 giugno del Dpef).
E’ prevista anche l’istituzione di una banca dati per monitorare gli andamenti dei conti e un’armonizzazione degli schemi di bilancio che, anche a livello locale, dovranno seguire i criteri utilizzati in sede europea. La nuova Finanziaria arriverà con un po’ di ritardo rispetto al calendario attuale ( 15 ottobre anziché a fine settembre come ora), ma a sarà più snella. Le norme per lo sviluppo dovranno infatti essere contenuti nei ”collegati” (da emanare entro il 15 novembre) e le tabelle allegate saranno solo quattro. Il provvedimento di legge seguirà, nella sua organizzazione interna, la nuova scansione della legge di bilancio e avrà valore triennale.
Una rivoluzione arriverà anche per il Bilancio e favorirà la sua leggibilità. Sarà strutturato su missioni e programmi. Quest’ultimi saranno macro aggregati (Difesa, Istruzione) e consentiranno una maggiore leggibilità su come vengono spese le risorse pubbliche. Le amministrazioni avranno una flessibilità più incisiva delle poste approvate dal Parlamento che, a sua volta, avrà a disposizione maggiori strumenti di controllo: arrivano, come già in Francia, gli indicatori di performance, per misurare l’efficienza della spesa, cioè se gli obiettivi programmati sono stati conseguiti.
