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Finanziaria: Governo salvo grazie al voto dei senatori a vita

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Come da copione. Un solo voto di scarto, massimo due, e tanti ringraziamenti ai senatori a vita. La maggioranza di centrosinistra si salva per un pelo sulle primissime votazioni del decreto fiscale al Senato. Quelle tanto per capirci riguardanti le pregiudiziali di costituzionalità e le richieste di sospensiva.

Piccoli e primi passi di un provvedimento collegato alla Legge Finanziaria. Questioni che non dovrebbero nascondere insidie. Ed invece già dall’inizio il centrosinistra dimostra di essere in debito d’ossigeno e di poter reggere solo grazie all’apporto dei senatori a vita. E dire che il centrosinistra ce l’aveva messa tutta per evitare trappole.

La decisione di ritirare tutti gli emendamenti presentati dal governo e dalla stessa maggioranza andava proprio in questa direzione. Non tanto come hanno fatto trapelare da Palazzo Chigi “un ulteriore segno della volontà di operare per la chiarezza e la linearità della finanziaria”, ma piuttosto eliminare ulteriori elementi di crisi.

Fatto sta che solo per poco la maggioranza non è andata sotto. L'ennesimo esempio utile per far capire quale sia lo stato della maggioranza. Non a caso Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, uno che non è certamente un “ultras” nel centrodestra, da Palermo ha deciso di sbilanciarsi sentenziando che “quanto è accaduto al Senato sulla Finanziaria è solo un rinvio della crisi di governo alla prossima occasione”.

Le prime tre votazioni di oggi a Palazzo Madama danno infatti l’immagine di un centrosinistra che ormai politicamente non ha i numeri. Sotto quella soglia che lo stesso presidente Napolitano indicò a Prodi all’epoca delle sue dimissioni. Centocinquantotto. E stavolta si è andati sotto.

Sulle pregiudiziali presentate da Forza Italia determinanti per quota 158 sono stati i senatori a vita Andreotti e Colombo contro la CdL ferma a 156. Mentre sulla richiesta di sospensiva presentata dal gruppo della Lega si è andati ancora più giù visto che l’Unione è arrivata a contare solo 157 con l’apporto decisivo di Colombo. Un errore tecnico si sono affrettati a spiegare da palazzo Madama ma c’è anche qualcuno che sussurra che si sia trattato di un avvertimento mandato al governo per il futuro. Fernando Rossi ex Comunisti Italiani ed ora gruppo Misto? Per ora lui nega ma il dubbio che dietro questo voto mancante ci sia un ricatto è forte. Alla fine però la sostanza non cambia e conferma quello che lo stesso Casini adesso ammette e cioè che alla prossima occasione il governo inciamperà.

Ragionamento ancor più valido se si considera che il centrosinistra è andato in difficoltà su questioni procedurali. Figurarsi cosa potrà accadere quando saranno in ballo scelte e decisioni politiche. Come voteranno allora Rifondazione e Pdci che già hanno dovuto ingoiare l’amaro boccone dell’accordo sul welfare?

Certamente sul voto ha influito positivamente la schiarita giunta poche ore prima in consiglio dei ministri  tra il guardasigilli Mastella ed il premier Prodi. E infatti alla fine anche il voto del ministro di Ceppaloni si è dimostrato fondamentale. In effetti è tutto da valutare se si sia trattato di chiarimento o solo di una pausa. Non a caso Prodi ha impedito a Di Pietro di replicare a Mastella in consiglio dei ministri e proprio all’ex pm adesso in molti guardano.  Di certo non potrà rimanere silente davanti alla riabilitazione di Mastella. Polemiche a parte il voto di oggi però non dirada le nubi ma anzi conferma quanto sarà accidentato e pericoloso il cammino per la maggioranza.

La profezia di Berlusconi che “il governo cadrà il prossimo 14 novembre” sembra, alla luce di quello che è accaduto a Palazzo Madama, essere sempre meno propaganda. Lo conferma anche il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani,che spiega: “Sono certo e convinto che questa maggioranza cadrà in Senato. Arriverà un giorno in cui i senatori a vita non riusciranno a salvare il governo. Il punto è che, statene certi, il governo esploderà in questi giorni”. Auspici o anticipazioni?

Quello che è certo è che con 155 senatori a Palazzo Madama il governo non può davvero andare avanti. Soprattutto se poi un certo Santoro si diverte a invitare il pm De Magistris ad “AnnoZero”.

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1 COMMENT

  1. senatori a vita
    anche se il compagno presidende dice che bisogna rispettare i sav continua a non essere giusto che questi votino per salvare il governo prodi, perchè non sono stati eletti dal popolo ma nominati da presidenti di parte.
    inoltre la sen finocchiaro forse farebbe meglio a non presentarsi in televisione col sorriso e dire che la maggioranza tiene perchè lo spettacolo è da pianto.
    povera repubblica dove sei caduta! e questi si considerano legislatori: li guardo in TV e mi vengono le lacrime agli occhi per la vergogna.

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