Finanziaria. Opposizioni vanno da Fini, lavori sospesi

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Finanziaria. Opposizioni vanno da Fini, lavori sospesi

07 Dicembre 2009

Lavori di nuovo sospesi in commissione Bilancio alla Camera dove è in esame la legge Finanziaria. Dopo una nottata nella quale non c’è stato alcun voto, infatti, le opposizioni hanno chiesto di riferire al presidente della Camera Gianfranco Fini sullo stato dell’arte del provvedimento.

La seduta è stata dunque sospesa, riprenderà tra poco e non è escluso che le opposizioni abbandonino i lavori della Commissione. “Abbiamo chiesto di riferire a Fini – sottolinea il capogruppo del Pd in commissione Pierpaolo Baretta – sullo stato dell’arte: abbiamo discusso tutta la notte e non abbiamo fatto nemmeno un voto. C’è uno stallo completo in commissione”. “Dopo che avremo parlato con Fini – aggiunge Gian Luca Galletti dell’Udc – decideremo sul da farsi”.

Dopo un’intera nottata di confronto, i tempi sono sempre più risicati: il testo è atteso in aula mercoledì, dopo la pausa di domani per la solennità dell’Immacolata. Quindi i lavori dovranno terminare entro oggi. I democratici accusano la maggioranza di portare avanti una manovra blindata. Ma il relatore chiarisce: “È chiaro che ognuno di noi crede di avere la chiave del cassetto delle verità. Ma questa è la nostra scelta”.

L’appuntamento per i deputati era fissato ieri sera alle 20, ma subito dopo l’avvio della riunione, con l’ufficio di presidenza che doveva decidere come andare avanti, i lavori sono stati interrotti per dar tempo all’opposizione di ‘scemare’ i propri emendamenti. La commissione si è riaggiornata alle 24. Alla ripresa, gli emendamenti dell’opposizione erano diventati circa 200, mentre Pdl e Lega avevano deciso di ritirare tutte le loro proposte di modifica. Si è deciso quindi di partire con il voto dal primo emendamento segnalato dall’opposizione: quello per il sostegno alla famiglia (primo firmatario Dario Franceschini). Ma a questo punto è iniziato il dibattito, ancora in corso: l’opposizione ha accusato maggioranza e governo di aver praticamente posto una “fiducia in commissione” rendendo immodificabile il testo, e appellandosi nuovamente al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il relatore della Finanziaria, Massimo Corsaro, dal canto suo ha spiegato che molte delle istanze avanzate dall’opposizione erano state in qualche modo già vagliate, ma che la decisione era stata quella di concentrarsi su altri temi. Cioè: nessuno spazio a modifiche. Da qui le proteste dell’opposizione e l’arroccamento della maggioranza.