Fini e Veltroni: felici e premiati
16 Febbraio 2010
di Redazione
Gianfranco Fini e Walter Veltroni. Entrambi sul podio della politica nell’anno di grazia 2010, incoronati da due quotidiani, il primo cartaceo il secondo telematico: Il Riformista e Fare Futuro Web Magazine. Politicamente agli antipodi ma in questo caso collegati da un sottile filo bipartisan o meglio, da un interscambio rigorosamente politically correct.
Perché se il quotidiano diretto da Antonio Polito e convintamente collocato nel campo del centrosinistra individua nel presidente della Camera il politico dell’anno per “la sua difesa delle prerogative del Parlamento” (recita la motivazione), quello guidato da Filippo Rossi con salde radici nella destra finiana, moderna, europeista e pure un po’ snob, fa l’occhiolino all’ex segretario del Pd ed ex sindaco di Roma, Walter Veltroni. Un riconoscimento “virtuale” come definisce l’iniziativa Antonio Rapisarda nel pezzo di presentazione pubblicato nella ricorrenza di San Valentino sulla rivista on line della Fondazione Fare Futuro. E l’aggancio con San Valentino non è casuale.
Nel giorno dedicato agli innamorati il web magazine lancia il premio “alla politica amorevole” e invita a riflettere su “una nuova categoria della politica: quella della ricerca della normalizzazione del confronto tra le parti”. Qualità che il quotidiano on line finiano ravvisa nel profilo di colui che ha traghettato il Pds nel Pd (passato agli onori delle cronache pure per i suoi proverbiali “ma anche”), al quale riconosce “lo sforzo più coerente e determinante” verso una politica “più pacata, civile e dialogica”, oltre a meriti evidenziati sul piano amministrativo (all’epoca del Campidoglio) e culturale (il riferimento è al libro di Weltroni “Noi” e alla sua direzione del quotidiano di partito L’Unità).
Legittimo per carità, assegnare premi – effettivi e virtuali – a chiunque si voglia. Tuttavia colpisce la “staffetta” nel segno del buonismo e del politically correct tra il quotidiano di area democrat e quello finiano che, per certi versi, ripropone lo stessa sintonia che in più occasioni e su tematiche specifiche, si coglie tra la visione politica del presidente della Camera e quella di Bersani o di D’Alema.
Che sia la scia di romanticismo del post-San Valentino a scatenare questo clima di “amorosi sensi”? Può darsi, ma certo se i politici che vincono premi fanno poi la fine (politica) di Veltroni, allora anche Fini dovrebbe stare sul chi va là. A questo punto la domanda è: non sarebbe meglio essere premiati dagli elettori e nelle urne piuttosto che sulle pagine dei quotidiani o nelle kermesse mondane con tanto di foto di rito e targa ricordo?
