Fini fa i capricci mentre il teatrino impazza
23 Settembre 2010
Flussi e riflussi. Deputati che vanno e vengono da un gruppo all’altro: dal Pdl a Fli e viceversa, passando per l’Udc e perfino da Fli all’Idv, stando ai rumors di Palazzo. Eppoi accuse di dossieraggio, servizi segreti tirati in ballo per articoli di giornale, trattative politiche che saltano in aria per una sorta di ‘ripicca’. Ma che sta succedendo?
Sono giorni concitati e di tribolazione nel centrodestra: non solo per l’atteso discorso programmatico di Berlusconi sul quale si misurerà la forza della maggioranza, la sua autosufficienza dai finiani e la durata della legislatura. No, non è solo questo.
E’ anche il clima diventato di nuovo incandescente tra il premier e il presidente della Camera che rischia di mandare alle ortiche, in maniera irreversibile, la tregua faticosamente raggiunta su una partita strategica come quella della giustizia. Fini ha fatto saltare il tavolo sul Lodo Alfano Costituzionale perché il Giornale, Libero, il Corriere della Sera e altri quotidiani hanno pubblicato documenti in base ai quali Giancarlo Tulliani (fratello della compagna del presidente della Camera) risulterebbe il vero proprietario della casa di Montecarlo.
Si grida al complotto, al dossieraggio costruito a tavolino per screditare la terza carica dello Stato con la ‘manina’ dei servizi segreti deviati che hanno imbastito documenti falsi. Briguglio chiede a D’Alema (presidente del Copasir) di verificare, Bocchino giura di avere le prove e butta lì come benzina sul fuoco, il generico riferimento a una “persona vicina al premier”. Palazzo Chigi smentisce, gli 007 pure.
Ma al netto della vicenda, quello che davvero risulta incomprensibile è come mai e come può il presidente della Camera bloccare una partita così importante come quella sullo scudo giudiziario (premier e alte cariche dello Stato) solo perché alcuni quotidiani pubblicano nuovi capitoli dell’affaire Montecarlo, ancorchè non graditi all’inquilino di Montecitorio?
Tutto questo solo perché giornalisti che fanno il loro mestiere – come amano ripetere un giorno sì e l’altro pure dalle parti di Rep. – continuano a farlo in nome di quella libertà di stampa tanto venerata nelle piazze del popolo sinistrorso e un po’ viola. E francamente non si capisce perché se la campagna di Repubblica e L’Espresso sulle ‘fidanzate’ di Berlusconi è buon giornalismo e diritto sacrosanto di informare, lo stesso principio non valga ad esempio per Gianfranco Fini e la vicenda della casa nel principato di Monaco sulla quale sta indagando la magistratura e che alcuni giornali di area centrodestra hanno raccontato per primi. E’ come dire: ‘non gioco più’, come spesso fa un bambino indispettito.
Ma qui in ballo non c’è un gioco che può piacere o meno, qui in ballo ci sono le sorti della legislatura e di un Paese che ha bisogno di stabilità per rimettersi in moto dopo lo tsunami della crisi economica. E allora viene da chiedersi: è credibile un leader che blocca una partita politica che lui stesso condivide e ritiene necessaria per una questione (la casa a Montecarlo) che con l’agenda del governo non c’entra nulla?
E non è certo più edificante lo ‘spettacolo’ che scorre di ora in ora sul maxischermo del centrodestra nella rincorsa ai numeri che servono per non rischiare, ancora una volta, di finire impallinati dal ‘fuoco amico’ di Fli, nonostante le reiterate assicurazioni di lealtà al governo. Berlusconi non vuole andare al voto, vuole governare e per farlo deve poter contare su una maggioranza non solo coesa ma anche numericamente affrancata da coloro che eletti col Pdl hanno messo in piedi un gruppo parlamentare autonomo guidato dal presidente della Camera. Il quale, di fatto, ha assunto anche il ruolo di leader politico di uno pseudo (o futuro) partito, alternativo a quello che ha vinto le elezioni. Un bel paradosso.
Come quanto accaduto ieri, nello spazio di poche ore. Al mattino Giampiero Catone deputato Pdl convoca una conferenza stampa per annunciare il suo trasloco a Futuro e Libertà; nel pomeriggio Souad Sbai fa altrettanto per ufficializzare il suo ritorno al Pdl. Uno a uno, palla al centro. C’è di più: quella che all’esterno vuole apparire come la ‘corazzata’ finiana, in realtà è divisa e litigiosa. Ai cosiddetti ‘moderati’ non è mai piaciuto il piglio decisionista (a senso unico) di Italo Bocchino, tantomeno la posizione ‘integralista’ di Fabio Granata o di Carmelo Briguglio. Del resto, il livello dello scontro tra falchi e colombe lo si è visto mercoledì in Aula col voto sul caso Cosentino. Nonostante il meccanismo dello scrutinio segreto, infatti, sono in molti a ipotizzare che il no all’uso delle intercettazioni sia arrivato anche da qualche finiano.
Falchi e colombe, in mezzo Fini che per i falchi tiene una linea troppo soft e attendista nei confronti del Cav. e per le colombe dovrebbe smussare al massimo gli angoli. Nervi tesi, aria pesante. Al punto che ieri circolavano voci che davano per probabile l’uscita da Fli del pasdaran Granata, ‘folgorato’ sulla via giustizialista da Di Pietro. Se fosse vero, non sarebbe certo un bel servizio reso all’immagine del ‘capo’, dopo tanta fedeltà.
Ma la tensione si appunta anche sul ruolo di Giulia Bongiorno, consigliere ascoltatissima del presidente della Camera, suo avvocato personale, nonché parlamentare di comprovata fede finiana e presidente della commissione Giustizia. Una concentrazione tale di incarichi che tra i finiani viene digerita a fatica. A questo si aggiungono le critiche alla linea seguita nell’affaire Montecarlo in qualità di legale dell’ex leader di An. E il fatto che proprio Fini al tavolo della trattativa con Ghedini sul Lodo Alfano le abbia affiancato Giuseppe Consolo, è un segnale che qualcosa sta cambiando.
Nel centrodestra, infatti, si ipotizza che proprio Consolo potrebbe essere in corsa per la presidenza della commissione Giustizia e dunque per la poltrona della Bongiorno (i primi di ottobre ci sarà il rinnovo delle presidenze). Insomma, di tutto di più.
Viene da domandarsi per quanto ancora la tattica verrà anteposta alla politica. E soprattutto: questo ‘scambio di figurine’ alla Panini, è davvero utile? O alla fine servirà solo per una navigazione a vista in attesa di un altro scoglio da schivare?
