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La crisi del centrodestra

Fini nega complotti contro il Cav. ma rischia di distruggere il Pdl

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Per anni ci siamo dovuti sorbire gli editoriali domenicali del “Fondatore” che, nei momenti di pausa delle sue chiaccherate egonarcisistiche, si dilettava a fustigare gli ignomignosi beceri destrorsi e a dimostrarne l’antropologica devianza e immoralità, con pruriginosa supponenza infarcita di professorale moralismo. Col tempo, tuttavia, ci eravamo abituati, riconoscendo al “Fondatore” l’innata capacità di non azzeccarne una, sin dai tempi del ventennio.

Da qualche mese invece il PdL, gli oracoli ce li ha in casa. E’ la nuova destra, quella moderna, che guarda al futuro, che addirittura si arroga il diritto di farlo il futuro, dettando principi e disseminando patenti di idoneità. Una specie di autorità infallibile, che semina anatemi e predica alle genti.

Loro sono quelli che – testuale – “si pongono i problemi” e “vogliono andare al di là delle ideologie”, vogliono “scommettere sull’altruismo”, hanno il “coraggio delle proprie idee”, “non cedono alle semplificazioni”, “credono nella ricchezza culturale”, “non cedono ai diktat, al populismo d’accatto e a un bipolarismo muscolare”, “non scommettono sullo scontro di civiltà ma vogliono capire una società che cambia”. Loro “stanno dalla parte dei giovani”, “parlano con la società civile e cercano soluzioni condivise”, “hanno a cuore i diritti di tutti lavoratori, credono nella legalità, sperano nella tolleranza, pensano le riforme necessarie e sono in linea con le destre europee”. Loro sono quelli che al monarca “non ne fanno passare una”, come novelli rivoluzionari contro il Caimano.
Insomma una melassa piena di slogan, così politically correct che sembra quasi scritta da Veltroni e corretta da Don Gallo: cosa non si fa per legittimarsi, la salita verso il Colle è impervia e richiede visti d’ingresso.

Ma c’è di più, loro sono “una destra trendy, alla moda, che accetta la sfida e si sporca le mani, ma non ha paura di combattere dalla parte giusta”. Dalla parte sbagliata invece – ovviamente – c’è la destra becera, individualista, “astiosa e bacchettona”, fatta di “yesman” e “vassalli, nostalgici di una politica da età carolingia”, complici di “un autoritarismo morbido” e di quella monarchia assoluta che è il PdL.

Loro – in una parola – sono i “finiani”, quelli che la faccia nel PdL non ce l’hanno mai messa, se non quando si trattava di fare le liste elettorali, per quelle elezioni che il monarca ha vinto da solo. Parlano di autoritarismo dimenticando il loro passato remoto, o peggio ancora, glissando su come funzionava il partito che dicono di aver sciolto un anno fa. En passant, ci hanno anche detto che bisogna abbracciare i valori dell’antifascismo, che è da irresponsabili dar da bere e da mangiare ai moribondi e che è lecito cambiare idea sull’immigrazione, rispetto a ciò che si è promesso agli elettori.
  
Loro sono quelli che ad Annozero non hanno trovato il modo e la dignità di difendere il leader del partito nel quale sono stati eletti, anzi hanno attaccato, neanche tanto velatamente, un collega di partito che fino a prova contraria è ancora innocente. Senatore Granata, con tutto il rispetto, si è accorto che ad Annozero Lei ha avuto le stese posizioni di Di Pietro? Se così fosse, perché non si iscrive al Gruppo Misto o direttamente all’IdV?

Detto ciò, gli scenari sono due: o siamo di fronte ad utili idioti che stanno autodistruggendosi, collaborando inconsapevolmente con chi vuole indebolire la coalizione di centro destra e il suo Governo democraticamente eletto o c’è un preciso disegno politico che mina a spazzar via il monarca e i suoi vassalli. Tertium non datur.   

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9 COMMENTS

  1. Non sono d’accordo
    Io penso che Fini e i suoi siano gli unici che cercano di dare un futuro al PDL, mentre Berlusconi è ripiegato sul presente immediato delle sue preoccupazioni giudiziarie e familiari.
    E’ inutile nascondersi dietro ottimismi propagandistici: si deve cominciare a pensare a un PDL senza Berlusconi.

  2. epperò
    spero anche che si voglia pensare ad un PDL senza gentucola pronta a rinnegare quanto detto l’altroieri, a rigirarsi di 180° con la velocità della luce, a politici che le proprie idee non le esprimono in campagna elettorale ma solo quando il fondoschiena è bello parato su una comoda poltrona che qualcun altro ti ha messo sotto le terga…(non so perchè ma mi viene in mente Fini)….

  3. PdL senza Berlusconi
    L’intervista di Fini a “In mezz’ora” è stata uno shock: fa impressione sentire quello che dovrebbe essere il leader della destra pronunciare la parola “passato” solo in un’accezione totalmente negativa e con una smorfietta di disgusto. I conservatori sul passato di fondano l’intera loro visione, altrimenti sono progressisti! Caro Quadrio, che si debba progettare un PdL senza Berlusconi è una banalità: ma se dev’essere uguale alla sinistra, onestamente, che ce ne facciamo?

  4. Fini
    QUESTI MAESTRI DEL NIENTE (ma che faccia Gigia…)

    Caro Direttore
    Mi domando spesso: ma è possibile che chi nella vita ha sbagliato i passaggi principali, le scelte decisive, deve essere sempre lì ad insegnare tutto agli altri.
    I falliti della vita non sono mai capaci di ritirarsi, di cambiare mestiere, di cercarsi altre occupazioni, magari di andare, scusate, finalmente in pensione a contare gli atterraggi dei piccioni ai giardinetti. (sfogo!)
    Insomma devono essere sempre in cattedra perché il loro apporto “culturale”è da loro ritenuto importante, anzi indispensabile. E più passa il tempo e più ritengono di essere fondamentali nell’indirizzarci verso la giusta strada….Insomma è vero che chi sbaglia , impara…ma non diventa per questo un maestro.
    Una volta questi miei pensieri si indirizzavano ai “grandi” personaggi della nostra sinistra, (tutt’ora in quantità presenti sul mercato). Usciti dal fallimento comunista della Storia sono ancora lì a pontificare. Si sono caricati, coprendoli, di errori e delitti mostruosi altrui, mai rinnegandoli, mai pentendosi delle scelte, e sono sempre lì!!! Ma per favore….!!!
    Purtroppo anche a destra compaiono questi personaggi che, pieni di sé, ritengono di presentarsi come maestri di vita.

    Caro Fini, ma che maestro di vita sei ? Tu stesso hai ammesso di averle sbagliate tutte. Le tue idee si sono ampiamente modificate nel tempo. Hai riconosciuto abbagli impressionanti del tuo passato. Hai cambiato pelle più volte per i tuoi errori e continui a farlo. Anche per te vale il detto che chi sbaglia, impara. Ma non per questo ti devi mettere ad insegnare. Perché dovremmo seguire chi così tanto ha sbagliato? E allora……cosa ti metti a pontificare su tutto, anche di etica…..
    E poi finiscila di presentarti, tutte le volte che parli, con quell’aria da saggio, da esperto, da sapiente, di maestro di vita, di spara sentenze. La tua storia non lo consente!!!! A Genova si direbbe: “ ma che faccia, Gigia, ma che faccia…” (Govi)
    Mi sembra che una smisurata ambizione ti abbia costretto ad accettare il PdL che aborrivi e, adesso, sempre la stessa ambizione a smarcarti da Berlusconi che ti oscura il panorama. Le frasi, spesso gelide e sprezzanti, che escono dalla tua bocca sembrano (con il sopracciglio ed il labbro sollevato) studiate a tavolino da un opportunista ed atte solo a distinguersi, mentre in realtà si abbattono su di una storia che ti apparteneva e dalla quale oramai ti sei irrimediabilmente allontanato.
    Non hai niente da insegnare!!!
    E poi, scusa sai, ma sei anche sempre più antipatico!
    Adesso è uscito anche un libro………
    Umiltà, Umiltà, Umiltà……e coerenza e……altrimenti fuori dal PdL che fai solo danni e non ti appartiene più.

    Augusto Bennicelli

  5. Con Fini il PDL sarebbe una fotocopia del PD
    @stefano quadrio: Certo che bisogna pensare anche ad un PDL senza Berlusconi, ma spero proprio che questo PDL non abbia come leader Fini, viste le sue posizioni in materia di immigrazione, cittadinanza, laicità, patriottismo costituzionale ecc. si avrebbe un partito che sarebbe la fotocopia del PD.

  6. Le citazioni fatte,ed altre
    Le citazioni fatte,ed altre se ne potrebbero fare,dicono quanto ridicoli siano Fini ed i finiani.Personalmente ero contrario alla fusione con an.Sia perché Fini,anche in passato,aveva più volte anteposto i propri interessi a quelli della maggioranza,sia perché si portava dietro una nomenclatura attentamente selezionata solo sulla base della cieca obbedienza.Ora penso invece che sia stata utile.Purché non si continui con la farsa del presidente speciale,purché si decidano posizioni nette su ciascun problema.Fini può essere lodato da Casini,ma le sue posizioni in materie sensibili per l’udc,non gli aprirebbero certo le porte.Le sue posizioni complessive possono piacere solo ad una certa sinistra,che le ha da molto prima di lui.In ogni caso,se Fini se ne andasse,come personalmente auspico,si porterebbe dietro poco più di se stesso.O al massimo qualche quadro.Di poco valore.

  7. Naturale che Fini non voglia
    Naturale che Fini non voglia le elezioni anticipate! Oltre a doversi schiodare dallo scranno più alto di Montecitorio (posto che gli ha permesso di “sparare” pur tenendosi al riparo), correrebbe il rischio di assistere ad una nuova eventuale vittoria di Berlusconi; questo significherebbe di fatto la sua fine politica, in quanto si avrebbe la dimostrazione che gli elettori sono con il Cavaliere e non con lui.
    Fini sostiene anche di non star ordendo alcun complotto contro il Capo del Governo. Ha anche detto che le elezioni anticipate sono da evitare, che comunque le Camere le scioglie il Presidente della Repubblica e che il ricorso al voto si avrebbe solo nel caso in cui il Parlamento si trovasse impossibilitato ad attuare le riforme. Ma sono proprio queste sue parole a smentire le sue affermazioni su un ipotetico complotto! Come dire “Qualunque maggioranza possa fare le riforme va bene! A prescindere dal governo che questa sostiene”. Ma non è proprio questo il complotto che gli imputano? Non lo si accusa, forse di voler scalzare Berlusconi, magari con l’aiuto di Casini e parte della sinistra moderata per un “governissimo” (in altri tempi si sarebbe detto “inciucio”) la cui unica giustificazione possibile di fronte ai cittadini italiani tutti sarebbe “l’esigenza impellente del Paese di veder attuate le riforme” (con la scontata benedizione di: Quirinale, Confindustria, sindacati, mondo editoriale e finanziario “glamour”, CEI)? Ovviamente non mi aspetto che – qualora l’ipostesi si verificasse – Fini si esponga in primo piano: l’onere di Governo spetterebbe di certo ad altri…Palazzo Chigi gli sta strettino…meglio una ex-reggia papale/sabauda, no?
    Noto però anche un possibile altro scopo nelle azioni di Fini. Magari tutto ciò lo sta facendo nel tentativo di svincolare il PdL e la “Destra politica” dagli artigli della magistratura e della Sinistra oltranzista; la paura, infatti, di dover subire la maedesima “Passione” di Berlusconi lo deve terrorizzare a morte…considerando anche che il suo armadio è pieno non solo di possibili scheletri, ma certamente anche di camice nere, di fiamme verde-bianco-rosso, di moschetti, di saluti romani, di “Giovinezza”…Magari sono tutte cose chiuse in scatoloni e nascoste nell’angolo più buio dell’armadio, nel tentativo di far credere che non ci siano mai state; eppure ci sono state e ci sono…E stia pur certo, Fini, che i suoi estimatori di oggi (sinistra radical-chic, CEI, diplomazia internazionale “bene”, ecc) non esiteranno un attimo a scoperchiare questi scatoloni al momento opportuno per rivelarne il contenuto. La storia ci tramanda- infatti – di Bruto, l’assassino di Cesare, il quale prima venne elogiato dagli avversari dei cesariani per aver eliminato il tiranno, e da questi stessi venne poi abbandonato costringendolo alla fuga e al suicidio.

  8. giravolte impossibili
    Quanti contorcimenti ideologici e intellettuali, quanti rinnegamenti, sconfessioni, smentite per sostenere una smisurata, ingiustificata ambizione di un singolo omuncolo affetto da protagonismo! Sono tutte giravolte che non renderanno possibile lo stravolgimento di quella cultura di destra che per tanti anni ha avuto il consenso e la partecipazione di tanti elettori. Essi non lo seguiranno. Ma possibile che ci sia qualcuno, a livello di classe dirigente, che lo segua ancora? A livello di base, non credo proprio….Se Berlusconi dovesse cadere per via giudiziaria e finiana, vada alle urne senza traditori e arrivisti pronti a vendersi anche la madre……

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