Fini su Di Girolamo: “Se l’ho incontrato, dov’è il problema?”
25 Febbraio 2010
di Redazione
"L’utilizzo improprio" delle intercettazioni è "pericoloso". Gianfranco Fini, in un colloquio con il Corriere della sera, commenta il suo coinvolgimento nelle intercettazioni del senatore Nicola Di Girolamo, sul quale pende la richiesta di arresto per riciclaggio.
"Ammesso che abbia incontrato Di Girolamo – ha detto il presidente della Camera – quale sarebbe il problema? Lui era appena diventato senatore del Pdl e io sono cofondatore del partito". Ma poi allarga il discorso all’uso dello strumento delle investigazioni. "Quante polpette avvelenate vengono gettate lì e lasciate in migliaia di pagine". Per Gianfranco Fini "la stagione del fango è ripartita".
"Bisogna fare attenzione – ha avvertito – a tutte queste intercettazioni che senza verifica compongono un impianto accusatorio. Possono provocare, e spesso provocano, danni inimmaginabili. Suscitano la curiosità morbosa dell’opinione pubblica e coinvolgono persone che non hanno nessuna responsabilità, con faccende che non hanno alcuna incidenza sui fatti". In riferimento al testo di legge sulle intercettazioni Fini ha detto che è "un buon compromesso". Attualmente il testo, approvato alla Camera, è fermo al Senato. Il 3 marzo scadono i termini per la presentazione degli emendamenti.
