Finocchiaro-Zanda: “Con leggi ad personam salta dialogo”

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Finocchiaro-Zanda: “Con leggi ad personam salta dialogo”

17 Giugno 2008

Il centrosinistra ci riprova e attacca il governo.

"Se c’è una reale volontà di promuovere rapporti veramente nuovi tra centrodestra e centrosinistra è necessario che il governo si impegni a non presentare più norme ad personam. Che violino i principi del conflitto di interessi, che ledano lo stato di diritto e la separazione dei poteri, che sconvolgano gli assetti istituzionali, che accentuino le disuguaglianze sociali, che, in una parola, non tengano conto dell’interesse generale del Paese". Lo scrivono Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, capogruppo e vicecapogruppo del Pd al Senato in una lettera a "Repubblica".

Le norme ad personam, se verranno portate avanti, rappresenterebbero "la pietra tombale di quel "dialogo" che stava alla base del discorso con il quale Berlusconi ha chiesto la fiducia".

"Noi crediamo che il dialogo sia necessario – sottolineano Finocchiaro-Zanda – siamo convinti di questa scelta, pensiamo che essa sia utile all’Italia, al suo sistema politico, al suo fragile bipolarismo e alla sua democrazia". Ma affinchè "la stagione del dialogo possa realmente cominciare", il governo si deve impegnare "a non presentare più leggi ad personam e a rispettare la conformità alla Costituzione, alle normative europee e ai trattati internazionali".

"Se non stiamo bluffando – affermano i senatori del Pd – c’è un punto su cui dobbiamo essere molto chiari. Forzature sulla costituzionalità delle leggi non solo non possono essere oggetto di trattativa, ma se continueranno a venir tentate (per di più nella subdola forma dell’emendamento al decreto legge) avremmo una rottura unilaterale di quel nuovo stile che Berlusconi ha detto di volere".