Fisco. Brunetta: “E’ ora di fare la riforma, due sole aliquote, 23 e 33%”

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Fisco. Brunetta: “E’ ora di fare la riforma, due sole aliquote, 23 e 33%”

02 Febbraio 2011

“Governare, governare, governare. Questa è la chiave del momento politico. Se il governo continua con le riforme, compresa quella fiscale, non cade. Governare è come andare in bici: finché pedali, vai; se smetti di pedalare, o sei un Maspes che resiste ore fermo in souplesse, o caschi”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che, sulla possibile stasi, da sei mesi, del Governo, evocata anche da Confindustria, ribatte che “non è così”, mentre riguardo la riforma fiscale auspica due sole aliquote, 23 e 33% e sulla patrimoniale taglia corto: “È nel Dna della sinistra”. Dunque, per Brunetta nessuna stasi dell’azione di Governo.

“Non ci siamo limitati – dice il ministro – a gestire bene la crisi. Abbiamo fatto anche riforme importanti: pubblica amministrazione, scuola, università, bilanci pubblici, public utilities, pensioni, ammortizzatori sociali, digitalizzazione, scelta nucleare, federalismo”. Brunetta, quindi, sollecitato su progetti che sembrano esistere solo sulla carta, come le centrali nucleari o il federalismo, spiega che si tratta di “tutte riforme approvate, che richiedono tempo per essere attuate”.

“Il nostro – aggiunge – è un governo ad alto tasso di riformismo, tanto da essere uscito più coeso di prima da una scissione dentro la maggioranza. Il vero problema oggi è la crescita. Dobbiamo favorirla con le riforme che non costano, le uniche che si possono fare. Riforme ad alto dividendo politico, che io chiamo quick win: vittorie veloci. Solo con tassi di crescita superiori al 2%puoi risanare deficit e debito”.

Riguardo il debito, Brunetta sottolinea che “si abbatte in due modi. Primo: vendendo asset pubblici improduttivi. Abbiamo un patrimonio pubblico da Paese sovietico. Solo il patrimonio ex Iacp vale 15-20 miliardi, che sono delle Regioni ma liberano risorse per il piano casa. Secondo: facendo avanzi primari; più entrate che uscite, al netto degli interessi. Per questo serve la crescita”. “Da gennaio – prosegue il ministro – è cominciato una sorta di semestre costituente europeo, da cui uscirà finalmente una politica economica comune. Anche per noi dev’essere un semestre costituente”.

“Nella lettera al Corriere, – continua ancora Brunetta – Berlusconi parla di stati generali: un grande dibattito pubblico, un grande patto per lo sviluppo da fare con tutti gli stakeholders, i portatori di interesse. Ci sarà un passaggio parlamentare, bisognerà prendere decisioni importanti. Meglio se con il contributo dell’opposizione”. E se Bersani ha già detto no, per il ministro della Pubblica Amministrazione “pazienza”. “Abbiamo i numeri -spiega- per andare avanti da soli. Faremo due Consigli dei ministri alla settimana, con argomenti tematici”. “Nel prossimo, -annuncia- riforma dell’articolo 41: guerra di liberazione dalla cultura sovietica che ancora alberga nella nostra Costituzione”.

Quindi sulla possibilità di voler parlare d’altro per distogliere l’attenzione dai guai di Berlusconi, il ministro aggiunge: “Ma è un anno che parliamo di riforme come il piano per il Sud, il piano casa con 100 mila alloggi per i giovani, le public utilities per aprire al mercato i soviet locali di luce, gas, trasporti, rifiuti. Tutti provvedimenti che abbiamo approvato e sono stati un po’ dimenticati”. Inoltre per Brunetta il federalismo passerà e “Calderoli ha fatto un lavoro serio, onesto, ormai entrato nella cultura del Paese”. Brunetta torna poi alla riforma fiscale.

“In parallelo si dovrà fare l’altra grande riforma -dice Brunetta- che ha in testa Tremonti: quella fiscale” che “ora non è più rinviabile. Ne ho parlato con Berlusconi proprio oggi pomeriggio (ieri, nda). I tempi sono maturi per approvare la legge delega, per poi dedicare il 2011 all’approvazione della delega e a predisporre i decreti legislativi. Semplificazione: dalle persone alle cose. Riduzione a due del numero delle aliquote: 23 e 33%. Come il federalismo, anche la riforma fiscale entrerà in vigore dal 2013 in poi. Questo risolve le obiezioni sul federalismo che farebbe aumentare le tasse. Così si tiene il sistema sotto controllo”.

Sulla possibilità che si vada a votare, il ministro sottolinea: “Su questo sono molto neutrale. Le riforme che non costano saranno il lavoro che ci resta da fare nella seconda parte della legislatura; oppure saranno il programma elettorale. L’opposizione ricominci a criticare questo governo per le cose che fa, non per la metafisica”. E sui guai di Berlusconi Brunetta afferma: “Io amo le regole: che le rispettino tutti. Il giudice naturale, la riservatezza delle notizie, le cui violazioni non vanno perseguite solo se riguardano qualche membro della magistratura. Non penso che tutta la vita politica del Paese debba girare attorno alla Procura di Milano”.

“La patrimoniale – prosegue Brunetta in un altro passaggio dell’intervista – è nel dna della sinistra. Bersani scrive: ‘Chi ha di più deve pagare di più”. Ma questi atteggiamenti punitivi sono un autogol. La patrimoniale non va a cadere sulle società finanziarie che posseggono immobili, ma sulle case di proprietà delle famiglie italiane. Una follia”. E se le opposizioni lavorano a un’alleanza vasta, Brunetta sottolinea: “Facciano pure l’armata Brancaleone. Si sa come finisce nel film: tutti impalati. Io sarei felice di avere questi avversari. Si vince a man bassa”. “La sinistra conservatrice – conclude Brunetta – odia il popolo e per questo ha perso, perde, e perderà ancora”.