Fmi, Germania in panne per colpa dell’Eurozona. Esattamente il contrario
03 Giugno 2013
di redazione
Anche la Germania cresce meno. Come la Cina, dove cala la produttività. E come gli Usa, che sono in ripresa ma poco alla volta. Il Fondo Monetario Internazionale non perdona e taglia le stime per il Pil tedesco, dallo 0,6 allo 0,3. Un dimezzamento che suona come una campana a lutto per Frau Merkel, l’estate della cancelliera a questo punto potrebbe infuocarsi prima delle elezioni in autunno. L’Fmi suggerisce ai Paesi europei di non perseguire politiche di "risanamento eccessivo", anche se poi loda la Spagna che ha fatto i compiti a casa. "Le riforme strutturali per la crescita", secondo l’organismo internazionale "sono la priorità". Molti governi in Europa non aspettano altro, vederle queste politiche concertate sulla crescita. Il sistema bancario, infine, regge ma è indebolito. Nella visione dell’Fmi, la crisi dell’eurozona può penalizzare la crescita tedesca. Viene da chiedersi se negli anni scorsi non è stato proprio il cieco rigore nordico a mandare in crisi un pezzo consistente dell’eurozona e gettare sul lastrico la "finis europae". In ogni caso anche il Fondo Monetario intravede una luce alla fine del tunnel, la situazione dovrebbe migliorare entro la fine di quest’anno. Se ci arriveremo.