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Fronte del vecchio

Formazione e conservazione, Pd e Forza Italia non cambiano

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Il partito della conservazione batte un altro colpo sul Dl Lavoro, alla voce formazione professionale egemonizzata dagli enti accreditati con le Regioni. Formazione che spesso, a fronte delle montagna di risorse pubbliche destinate, ha partorito topolini formativi, scarsa innovazione, povera ricaduta sul mercato del lavoro. Per non dire delle inchieste giudiziarie su corsi fantasma e delle schiere di formatori da riformare (formazione dei formatori, se ne parla pochissimo). Di fronte a uno scenario simile, c'è un Pd che resiste al cambiamento e anche Forza Italia, che della libertà educativa in passato aveva fatto una bandiera, pare decisa a puntellare l'esistente. E' accaduto ieri in Commissione Lavoro alla Camera: durante la seduta, piddins e forzisti hanno approvato una serie di modifiche al Dl Lavoro. Oggi, parlando alla Camera, l'on. Paolo Tancredi (Ncd) si è schierato contro questa visione che ancora una volta lede la sana competizione tra formazione pubblica, privata e aziendale. La formazione professionale ha una grande importanza in sistemi economici moderni e nella partita che si gioca in Europa intorno ai fondi strutturali, ma fino adesso il nostro Paese non ha saputo superare le inefficienze croniche del settore. Al di là degli aspetti penali, molti dei corsi offerti dagli enti certificati dalle Regioni hanno regolare svolgimento ma pochi iscritti e ancor più vaghe materie di apprendimento, come pure manca una seria politica di "learning by doing". L'alternativa dovrebbe essere puntare più che alla sola qualificazione professionale degli studenti alla loro effettiva occupabilità.

 

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