Forse il mondo cambia, ma l’Italia è sempre la stessa
06 Novembre 2008
Yes we can! Everything is ok, my name is Walter and I’m a friend of my brother Obama. Let’s go to the party. Siamo tutti americani. Ma ieri lo erano tutti un po’ di più. Soprattutto a sinistra. Passata la sbornia della notte americana, Veltroni ha deciso che fosse il caso di festeggiare lo storico evento al Pantheon, una delle piazze più centrali di Roma. Solo che all’appuntamento, previsto per le sei di pomeriggio, si è presentato un piccolo manipolo di giovani militanti, qualche vecchietto, che ha trovato così il modo di passare la serata in maniera diversa. A questi si sono aggiunti alcuni turisti che incuriositi dal baccano chiedevano come mai ci fosse la foto di un politico americano montata su un palco. In totale, camerieri dei caffè esclusi, saranno stati più o meno trecento. Sempre che si possa ancora parlare di numeri quando il Pd scende in piazza, c’è sempre il rischio di offendere qualcuno.
Ora capita che mentre Walter l’amerikano parlava e solcava nuovi orizzonti politici, ricamasse sogni tra il mar Mediterraneo e le sponde dell’atlantico, si notassero molto di più le bandiere dei radicali rispetto a quelle del Pd. Solo due, in tutta la piazza, le bandiera a stelle e strisce. Pochine. Gli organizzatori hanno preferito consegnare i cartelli “Obama President”, più eleganti e meno compromettenti. Di bandiere a stelle e strisce offese, bruciacchiate e maltrattate nemmeno una. E’proprio vero: il mondo sta cambiando. Però in fondo il tentativo di prendersi il successo di Obama e farlo proprio, o cercarlo di renderlo proprio, fa pensare ai quei tifosi di piccole squadre di provincia che anni addietro gioivano per i successi in coppa di squadre come il Real Madrid o il Manchester United. Direbbe Tonino di Pietro: “ che c’azzecca sta festa”? Domandare è lecito, ma Franceschini a sentirla si è offeso lo stesso.
Per chi non l’avesse capito lo ripetiamo: Obama, in fondo, l’hanno inventato loro, gli uomini del Pd, sotto la supervisione di Veltroni. Solo che poi, impegnati così tanto a fare opposizione, scendere in piazza, aprire tv, si sono solo dimenticati di depositare il brevetto nell’ufficio preposto. E ora va a finire che l’orco di Arcore gli rubi il nuovo sogno e lo si trovi a braccetto con lui.
Gli Stati Uniti d’America, vituperati e vilipesi, tornano finalmente di moda, se fino a ieri sventolare la bandiera americana era una offesa al mondo intero, da oggi potremo lasciarla penzolare da tutti i balconi tranquillamente. Chissà se i signori presenti in piazza ieri hanno mai letto le preziose testimonianze fornite nel corso dei secoli da personaggi come Alexis de Tocqueville o George Washington. Tutto ok allora? Non proprio. Per affermare che ogni cosa va bene in americano si dice “all right”, letteralmente “tutto a destra”. Se si potesse tradurre in “all left”, “tutto a sinistra”, allora sì che sarebbe tutto perfetto. La vera ciliegina sulla torta.
