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Silvio non pervenuto

Forza Italia-Lega: tu chiamale, se vuoi, “criticità”

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Nè carne nè pesce. Vale anche per l'incontro avvenuto ieri tra Lega Nord e Forza Italia. L'inizio di un dialogo, dicono, ma senza fretta e soprattutto senza Silvio. Berlusconi infatti manda in avanscoperta i colonnelli, Brunetta, Toti e Romani, ma si guarda bene dal stringere repentini accordi con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

Giacché Forza Italia in Europa siede ancora tra i banchi del PPE, mentre Salvini ha fatto asse con la dama nera Marine Le Pen e l'olandese calante Geert Wilders. Così è tutto un minuetto forzista tra la firma a due dei referendum leghisti e la nostalgia per le alleanze perdute di un tempo, la soddisfazione di Maroni e i distinguo di Paolo Romani: "con la Lega ci sono alcune distanze," ma proprio alcune, "come ad esempio sull'euro".

Per fortuna che Toti c'è: lui non ha nessun imbarazzo a dialogare con la Lega lepenista, "pienamente legittimata dal voto. Ciò che ci unisce alla Lega è la comune criticità verso questa Europa che, così come è, è destinata al fallimento". Sembrerebbe, messa giù così, più o meno ciò che ha detto nello stesso giorno il premier Renzi alla direzione del Pd. La Ue siamo tutti d'accordo che va cambiata.

Solo che, appunto, di mezzo c'è la chiusura della frontiere, un nazionalismo esasperato, il referendum per uscire dall'euro, e, pensando ai Le Pen, l'eredità ingombrante del patriarca, tra antisemitismo ed ebola gran ripulitore del mondo sovrappopolato. Tu chiamale, se vuoi, "criticità".

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