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Francia. Il ministro degli interni vuole chiarezza sul “caso Yakou”

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Sono stati due giorni di scontri nelle banlieus di Parigi, dopo che un ragazzo di 18 anni ha perso la vita nel tentativo di sfuggire a un controllo delle forze dell'ordine. Il quartiere di Bagnolet continua ad essere teatro di scontri tra gli abitanti la polizia, con auto in fiamme e tutti i segni di una sommossa. La zona è presidiata da un imponenete schieramento di forze della sicurezza inviate dalle autorità.

Alcuni testimoni avrebbero visto Yakou Sanogo, con la sua moto da cross 125, impegnato in un “rodeo” a velocità sostenuta. Sarebbe stato questo a innescare l'inseguimento della polizia. Quando la polizia ha intimato l’Alt, il ragazzo - che faceva consegne di pizze a domicilio - non si è fermato e nella fuga si è schiantato contro un muro. Ma i suoi amici hanno accusano i poliziotti di averlo speronato e di essere fuori dalla loro giurisdzione. Da qui gli scontri.

Siamo a Bagnolet, periferia nord-est di Parigi, lo stesso dipartimento dove nel 2005 scoppiarono moti e tumulti del genere. Il sindaco, Marc Everbecq, si era affrettato a dire che la tensione era scesa grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, mentre il prefetto di Seine Saint Denis confermava che la situazione era sotto controllo. Ma a quanto pare non è così.

Per sedare gli animi, il ministro dell’Interno, Brice Hortefeux, ha comunque promesso che sarà fatta luce sul caso,visto che già l’ IGS (l’Inspection générale des services), il dipartimento per gli affari interni alla polizia, sta indagando.

Quattro anni fa, sempre a Bagnolet, due giovani erano rimasti folgorati in una cabina d’alta tensione dove si erano rifugiati per sfuggire alla polizia, innescando le proteste e la rivolta. (Costantino Pistilli)

 

 

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