Francia, presto smantellate centrali nucleari non sicure.

0
90

Oggi Andrè-Claude Lacoste, presidente dell'Asn, l'Agenzia francese di sicurezza nucleare, ha dichiarato che la Francia ha intenzione di attuare una strategia di smantellamento immediato delle installazioni nucleari di base giudicate non sicure.

La questione dello smantellamento e della denuclearizzazione dei siti francesi è diventata di grande attualità dopo gli incidenti avvenuti la scorsa estate in alcune centrali del Paese, tra le quali quella di Tricastin. 

A fine luglio da quella struttura, che dista circa 200 chilometri dall'Italia, si è sprigionato del cobalto 58. La società si è affrettata a precisare come le contaminazioni fossero "leggere, 40 volte inferiori al limite regolamentare". I 97 dipendenti sono stati evacuati d'urgenza quando l'allarme ha cominciato a suonare e 91 hanno presentato segni di contaminazione al cobalto 58, un "metallo bianco" che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti ma che, attivato a livello radio, è presente nei reattori e da solo possiede il 39% di tutta l'attività irradiante. 

Si è trattato del terzo incidente nucleare nella regione nell'arco di due settimane. Il primo episodio si era verificato sempre nella centrale di Tricastin a inizio luglio, mentre il secondo aveva interessato la struttura di Roman Sur Isere.

A seguito di tali eventi, è stato necessario prendere una posizione: Lacoste ha così dichiarato che presto verranno adottate misure adeguate, in quanto "in Francia ci sono le condizioni, sia giuridiche sia tecniche, per uno smantellamento immediato delle installazioni nucleari che elimini ogni traccia di radioattività”.

Il presidente dell'Asn ha però sottolineato che “si tratta di un processo lungo che presenta dei rischi specifici”. E' questo il motivo per cui saranno necessarie autorizzazioni, tempi e costi rilevanti.

Ad oggi in Francia le centrali nucleari funzionanti sono 58. Tutte le procedure di smantellamento dovranno essere autorizzate da un decreto governativo e avranno un costo medio di 250 milioni di euro. Ognuna di esse, come precisato dallo stesso Lacoste, “avverrà solo nel momento in cui non saranno più garantiti gli standard di sicurezza”. I primi interventi, comunque, non sono attesi prima della fine del 2009.

Nel frattempo l'accaduto non è stato enfatizzato in modo eccessivo: come aveva già precisato il ministro italiano dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, al momento del verificarsi degli incidenti, si è trattato infatti di episodi sotto il livello minimo di pericolosità. Ciò che rimane una priorità è dare la giusta attenzione alla sicurezza, utilizzando centrali di nuova generazione, ancora più efficienti.

Lo stesso Scajola ha ribadito più volte che "la storia delle 340 centrali nucleari del mondo ben evidenzia come sia il sistema di produzione di energia meno pericoloso di tutti".

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here