Domenica il ballottaggio alle primarie centrodestra

Francia: quel voto cattolico che spinge Fillon verso l’Eliseo

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Presi dall’imminenza del nostro referendum e ancora stupefatti della vittoria di Trump, forse non abbiamo fatto molta attenzione alla Francia, dove domenica si è svolto il primo turno delle primarie del centrodestra: un po’ di non celata soddisfazione e qualche post nel popolo di destra per l’uscita di scena del ridente (ex) Sarkozy, bombardatore della Libia, e poco più. Invece, nelle profondità della douce France, qualche movimento tellurico e qualche sorpresa non è mancata. E almeno due non erano state proprio previste alla vigilia. La seconda è la vittoria di François Fillon, con il 44% dei voti, seguito da Juppé col 28,4%. Ma la prima sorpresa è il dato sulla partecipazione, 4 milioni di elettori. Gli stessi organizzatori si sono stupiti. Ed è da questo che bisogna partire.

Secondo vari osservatori, primo tra tutti Pascal Bruckner, la spinta nelle urne è stata data da una mobilitazione del mondo cattolico. Quando tutti si aspettavano il duello tra Juppé e Sarkozy, è emerso il terzo uomo, con un profilo e una storia sempre da “secondo” (è stato varie volte ministro e anche primo ministro di Sarkozy), ma con un background che ha convinto molti elettori di centrodestra. François Fillon viene dalla Francia profonda, Le Mans, dove è nato nel 1954; ha un passato politico tutto nel partito gollista, di cui incarna alcune linee fondamentali soprattutto in politica estera (sempre un po’ - o un po’ tanto - diffidente nei confronti degli USA) e nel radicamento nei valori tradizionali. Cattolico senza remore, ha inserito nella sua agenda politica un’ostilità di principio alle leggi abortiste (anche se ha dichiarato che non intende cambiarle), e un’ostilità anche più fattuale a nozze gay e utero in affitto. Se a questo si aggiunge un ripetuto sostegno alla causa dei cristiani perseguitati nei paesi islamici e altrove nel mondo, si comincia a capire cosa abbia spinto la “mobilitazione cattolica” di cui parla Bruckner.

In politica economica, Fillon sostiene la necessità di grandi liberalizzazioni, in un Paese che è anche più statalista e rigido dell’Italia, mentre in politica estera è fautore di una maggiore vicinanza alla Russia di Putin; per storia politica è ovviamente più sensibile all’idea dell’"Europa delle nazioni", ma senza troppe ostilità pregiudiziali verso la collaborazione europea. Insomma sul lato "centrodestra" della politica francese si è posizionato un competitor di peso. Se, come pare ineluttabile dopo la débacle di Hollande, la sinistra non giocherà la prossima partita delle presidenziali, si andrà al ballottaggio tra François Fillon e Marine Le Pen, con un Fillon che, con le sue posizioni conservatrici sui temi etici e aperte a Putin in campo internazionale, ha sparigliato lo schema classico destra liberale vs.destra identitaria. E ancora, c’è un altro elemento che entra in partita: dal momento che sui temi etici e sociali la piattaforma di Marine Le Pen al momento è più “laica e giacobina” di quella di Fillon, e per di più nel Front National hanno un grosso peso personaggi come il laicissimo vice Florian Philippot, assisteremo a una bella battaglia tra le due destre. Con la sinistra a guardare, e forse un po’ ad arbitrare.

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5 COMMENTS

  1. voto cattolico?
    voto cattolico?
    Come votare Islam…..
    Siamo proprio masochisti se qualcuno vede nell’oscurantismo antilaico la soluzione ai nostri problemi peraltro tutti costruiti a tavolino, probabilmente, per arrivare dove siamo:
    creare terreno fertile per ideologie estremiste.

    I quattro cavalieri dell’apocalisse:
    ” Nazismo, Fascismo, Comunismo, Religioni”.
    Da questi quattro si dovrebbe stare il piu’ lontano possibile.

  2. Infatti qui in Italia la Destra……
    Fillon è l’uomo giusto in questo momento per una sintesi più che auspicata, ma mai realizzata qui in Italia, nel panorama della Destra vera, di governo.
    Nessuno si vuole accorgere del dissenso dei cattolici, che nella gran parte delle volte veniva anche represso dai molti sciatti in circolazione, verso idee che non appartengono in realtà alla cultura cattolica europea che una parte consistente delle gerarchie ecclesiastiche,attuale Pontefice compreso, invece vorrebbe imporre; ovvero: una posizione elitaria alquanto bislacca e falsa che ricalca integralmente quella delle varie declinazioni delle sinistre elitarie europee e non.
    La sfida per il presente e per il futuro è quella di una sintesi intelligente, razionale e inclusiva delle varie posizioni coniugando nel migliore dei modi l’etica, la morale e le istanze di libertà degli individui. Comprendo molto bene che per i nostri politicanti possa essere impresa titanica e “mission impossible”, basterebbe ascoltarli solo per qualche attimo, per rendersene conto legati come sono a una concezione vecchia e insignificante che li fa esprimere con una terminologia fatta di slogans stantii presi in prestito dalla sinistra della fine degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso la quale li aveva presi dal linguaggio pubblicitario e della propaganda. E il dramma vero è che non si rendono conto che non avevano senso culturale allora e tantomeno lo hanno ora e nel futuro.
    Tornando all’argomento dell’articolo è augurabile che Fillon possa riuscire nell’impresa, personalmente lo auspico, in modo tale da dare lo spunto anche all’attuale destra nel nostro paese in modo tale che possa diventare Destra con la D maiuscola e di un governo completamente diverso da come viene attualmente inteso che è l’esatta negazione del concetto di Destra.
    Ciò di cui mi rammarico maggiormente che mi indigna non poco è che noi italiani non abbiamo ancora voluto comprendere i sintomi che i cattolici, non quelli delle c.d. elites ecclesistiche e loro seguaci – sempre meno numerosi -, hanno mandato in questi almeno ultimi dieci anni, perché hanno deciso inspiegabilmente di seguire le sciocchezze, nella gran parte, di quanto veniva pubblicato sui vari media, tra i peggiori al mondo nel campo dell’informazione, per dilettantismo, pressapochismo e,forse (?), per la percezione più che errata e aberrante di senso di inferiorità intellettuale e culturale. In sintesi: anche la destra, questa continuo a scriverla con la d minuscola, si è accodata al pensiero unico del relativismo e del nihilismo.
    Triste e deprimente? Certamente sì.

    • Destra
      Concordo pienamente. Che tristezza la destra cialtrona, ignorante e urlona!
      Sarebbe bello un ritorno alla politica alta e lucida.

  3. Era prevedibile
    Era prevedibile che Sarkozy fosse fatto fuori, anche se la stampa lo dava tra i favoriti (ma ormai la stampa spesso pubblica e scrive falsità, vedi per esempio sondaggi Brexit ed elezioni americane!), ma ormai, dopo i danni fatti quando era alla presidenza è un politico ‘bollito’. Interessante come detto nell’articolo è l’avanzata dell’outsider (outsider per l’elitè non di certo per i comuni cittadini) Fillon; in una Francia ridotta all’insicurezza, dove le periferie cittadine sono diventate latrine e covi di criminali radicalizzati, dove l’attuale governo socialista si è sempre più allontanato dai problemi reali dei cittadini, puntando su un’accoglienza che ormai è una forzatura ed una patologia sociale, una sinistra che come in Italia è sempre più lontana dai reali interessi e bisogni dei cittadini. Perché le priorità per la popolazione sono sicurezza, lavoro, abbassamento delle tasse, e non certo matrimoni gay, utero in affitto, e altre cose del genere, importanti per carità, ma non certamente prioritarie. Quindi la Destra moderata francese ha scelto il candidato forse con il profilo più tradizionalista ed identitario di quelli in lizza. Forte mobilitazione del popolo (4 milioni per delle primarie), segno evidente che la gente è esasperata, che la presidenza Hollande è stata catastrofica, e qui tutti ce ne siamo accorti in questi anni credo. Interessante adesso è la sfida tra Fillon e Marine Le Pen, perché non vedo altri candidati oltre loro due, forse Macron , se si presenta col suo movimento e non con l’attuale pattume socialista francese. Comunque il risultato certo è che in Francia, o con che sia con Fillon o con la Le Pen, è in atto un cambiamento, una voglia di cambiare da parte della popolazione civile ormai arrabbiata ed esasperata, contro i poteri forti e le elitè.

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