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Francia, stato di emergenza prolungato fino al 2017

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L'assemblea Nazionale francese ha votato a favore della proroga dello stato d'emergenza per altri sei mesi in seguito alla strage di Nizza. Il voto che ha potuto godere di una larghissima maggioranza, 489 sì contro 26 no e 4 astensioni, arriva a sei giorni dalla strage di Nizza. Ora la misura passerà al Senato. Non è una notizia da poco il fatto che è la quarta volta, dagli attentati di Parigi nel novembre dello scorso anno, che il Parlamento francese vota lo stato di emergenza.

Il testo prevede, oltre alla proroga dello stato di emergenza fino a gennaio 2017 la possibilità di perquisizioni amministrative a qualunque ora e senza l'avvallo di un giudice e il diritto di usare i dati informatici e telefonici sequestrati. Il voto del provvedimento, che ha dovuto persino subire le contestazioni della sinistra con il Front de Gauche, ecologisti e una fronda del Partito socialista in testa, è stato preceduto da un lungo e acceso dibattito, aperto dal premier Manuel Valls che ha difeso con forza l'azione dell'esecutivo contro il terrorismo, ricordando le misure adottate negli ultimi cinque anni.

Valls ha dovuto però subire anche contestazioni più sensate, in aula, dalla destra. Alla vigilia, proprio la destra aveva presentato una serie di emendamenti tra cui la proroga di sei mesi e non di tre dello stato di emergenza

Valls ha denunciato "gli eccessi che fanno degenerare il dibattito pubblico" e criticato senza nominarlo l'ex sindaco di Nizza Christian Estrosi: "A Nizza, la sera dell'attentato, era dispiegato un dispositivo importante: 185 agenti della polizia nazionale e 20 militari dell'operazione Sentinelle accanto alla polizia municipale. Pretendere il contrario e ancor più quando si è un deputato della città equivale ad una rimessa in causa inaccettabile della parola pubblica".

Ma Valls ha anche provato a mettere in guardia l'opposizione: "Chi promette che si può aggiustare tutto con un colpo di bacchetta magica mente ai francesi", ha detto. Per poi avvertire che la Francia deve prepararsi "ad altri attentati e ad altri innocenti uccisi".

E le repliche non si sono lasciate attendere: "No, signor primo ministro", ha dichiarato il capogruppo Les Républicains Christian Jacob, contro il terrorismo non abbiamo il diritto di dire che abbiamo tentato tutto". E il deputato LR Laurent Wauquiez è andato più lontano, sottolineando come tra i responsabili di alcuni dei primi attentati compiuti ci fossero "spesso individui sorvegliati dai servizi di informazione", schedati come 's', ossia individui rischiosi dal punto di vista della sicurezza dello stato. "Se aveste applicato quella misura, non sarebbero potuti passare all'azione". Le libertà personali dei terroristi noi diciamo: non c'è libertà per i nemici della Repubblica".

Intanto è stata completata l'identificazione: sono 6 le vittime italiane della strage di Nizza: due coppie, una donna e uno studente italoamericano. E Valls avverte: ci saranno altri attacchi, avverte Valls. A Parigi arrestato un islamista in possesso di esplosivi.  

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